Sicurezza
Merigar si prepara all’ultimo saluto al maestro Norbu
I funerali si svolgeranno proprio nel cuore del Piccolo Tibet Centinaia di persone da tutto il mondo raggiungono l’Amiata
ARCIDOSSO
Sarà a Merigar l’addio al Maestro Norbu, dove stanno arrivando centinaia di persone da tutto il mondo.
I funerali del maestro Namkhai Norbu, scomparso all’età di 80 anni, nella sua residenza di Gadeling, a Merigar di Arcidosso, si terranno proprio a Merigar, il “Piccolo Tibet”, cuore e fulcro di quella cultura orientale e tibetana in particolare, che il Maestro ha diffuso in modo originale e innovativo.
Merigar fu fondata, infatti, nel 1981, proprio dal maestro, a seguito dell’interesse che il suo messaggio aveva suscitato. E a Merigar nacque l’Associazione Culturale Comunità Dzogchen che negli anni successivi, ha irradiato da Arcidosso centri simili, negli Stati Uniti, nel Sudamerica, in Cina, in Russia, in Australia, dando vita all’attuale Comunità Internazionale Dzogchen, un’associazione che gode di rispetto e prestigio internazionale.
E proprio da tutti questi paesi stanno arrivando a Merigar, centinaia di studenti da ogni parte del mondo, i quali, appena appresa la notizia che la salute del Maestro era in declino, già si erano messi in viaggio verso Merigar, per riunirsi nel Gonpa e onorarlo.
Il professor Namkhai Norbu giunse in Italia nel 1960 su invito del noto studioso Giuseppe Tucci, fondatore dell’Ismeo (’Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente). Nato a Derge (Tibet – Cina) nel 1938, aveva studiato nelle principali università monastiche del suo paese, come il Sakyapa College di Derge, dove conseguì due diplomi di laurea, in scienze filosofico-letterarie e in medicina tibetana tradizionale. Già all’età di vent’anni era noto come studioso e ricercatore, e questo gli aprì la strada per collaborare ad importanti progetti di ricerca internazionale, tra i quali quello offertogli dall’Ismeo a Roma. Docente di Lingua e Letteratura Tibetana e Lingua Mongola all’Università Orientale di Napoli, dal 1964 al 1993 ebbe subito riconoscimenti e apprezzamenti a livello mondiale: personalità di grande valore spirituale, ha saputo, con grande sensibilità e saggezza porsi al servizio degli altri, indicando a migliaia di persone la via della consapevolezza. Il 10 settembre gli era stata riconosciuta l’eccezionalità del contributo alla società tutta, con il conferimento dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana. Particolare rilievo hanno avuto i suoi contributi apprezzati dalle più note università del mondo e l’innovativa tecnica meditativa basata su danze e canti, che dal 2010 è stata riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco. –
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