Toscana
Predazioni, Marras chiede il via libera al piano lupo E Cia sostiene la Regione
Mozione in consiglio regionale del capogruppo Pd che attacca il governo Lega-M5s «Il ministro Centinaio promette ma poi si fa stoppare»
monte amiata
La questione predazioni è all’attenzione di Regione e Cia. Il capogruppo toscano Pd Leonardo Marras ha presentato una mozione in consiglio regionale in cui si chiede al governo di approvare celermente il Piano lupo. Nella mozione, di cui Marras è il primo firmatario, si ricorda che la Toscana ha già avanzato richiesta di prelievo selettivo del lupo senza avere risposte: «Questo governo – ha sottolineato Marras – è una compagine che soffre di strabismo. Il ministro Gian Marco Centinaio (Lega) va in provincia di Siena a promettere che risolverà la questione togliendo i lupi dal territorio ma il M5s lo stoppa perché su questo argomento i pentastellati non sono in linea con la Lega. Oltretutto lo stesso Movimento Cinque Stelle è diviso sull’argomento, perché c’è chi, come il consigliere toscano Gabriele Bianchi, è andato, in controtendenza rispetto al Movimento, a parlare agli allevatori, nel Grossetano, di prelievo selettivo in casi eccezionali».
La mozione sollecita ancora una volta l’approvazione del piano lupo nazionale nella sua interezza e ritiene opportuno che i ministeri competenti si occupino in maniera coordinata e risolutiva della gestione dei lupi. Si va dicendo – ha osservato Marras – che la Toscana non ha fatto nulla sulla questione e che semmai l’ha peggiorata. Non è così. Siamo noi come Toscana ad aver sollecitato e poi ottenuto il superamento del de minimis, ed è sempre la Toscana, l’unica regione ad affiancare le province di Trento e Bolzano». Marras ricorda anche l’incontro con gli allevatori e le associazioni di categoria a Magliano in Toscana: «Abbandoniamo le polemiche e lavoriamo tutti insieme per risolvere questa delicata faccenda». La mozione Marras è stata votata solo da Pd e Mdp. «La Lega si è astenuta – spiega il capogruppo Pd – Sì Toscana a sinistra e M5s si sono dichiarati contrari agli abbattimenti. Gli altri gruppi non erano in aula. Evidentemente c’è da stare poco tranquilli con questo governo», chiude Marras.
Pieno appoggio alla Regione arriva dalla Cia. Il presidente Claudio Capecchi e il direttore Enrico Rabazzi commentano: «La battaglia per salvare il comparto deve essere portata avanti in modo congiunto: politica, istituzioni, associazioni agricole tutte, comitati e possibilmente animalisti. Nel frattempo chiediamo che si riconoscano, oltre gli indennizzi diretti ed indiretti, anche l’aumento dei costi per ogni azienda che il Consiglio per la ricerca in agricoltura ha stimato in circa 50 euro a capo all’anno. Inutile dire – specificano i dirigenti Cia-Grosseto-che tali indennizzi non devono essere prelevati dai fondi per l’agricoltura; chiediamo – dicono – un gesto di rispetto per gli allevatori e chiediamo un tavolo unico e permanete di concertazione, aperto a tutti gli attori coinvolti». –
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