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Parla la benefattrice milionaria «Ecco perché donerò i soldi»

Elisabetta Giorgi
Parla la benefattrice milionaria «Ecco perché donerò i soldi»

La grossetana che ha vinto 5 milioni di euro scrive una lettera a Il Tirreno «Mio padre mi ha insegnato la condivisione. Credo nell’idea di aiutare gli altri»

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GROSSETO

«Mio padre mi ha insegnato la condivisione, lui con la sua pensione aiutava molti bisognosi». Parla per la prima volta la grossetana di 50 anni che il 12 settembre ha vinto 5 milioni di euro al Gratta e vinci in una tabaccheria di Grosseto e che – dato il grande clamore che la storia ha suscitato a livello nazionale - ha scritto una lettera al giornale Il Tirreno.

Nella missiva la donna non esce dall’anonimato, ma si rivolge comunque ai concittadini spiegando le ragioni che l’hanno spinta a fare beneficenza. Aiuterà parecchie persone – conferma – Darà una mano ad associazioni, persone in difficoltà, bambini con disabilità, e si riserverà “una rendita” per sé provando a comprare la casa in cui vive da anni, e dove a stento riesce a pagare l’affitto. La lettera è stata recapitata in redazione da Gianluca D’Ascoli, il grossetano 42enne che con la compagna Valentina Fabbrini (titolare della tabaccheria dove la signora ha vinto i 5 milioni) avevano raccontato la storia. I due riceveranno dalla “milionaria” una grossa somma di denaro per coronare il loro progetto sociale. Soldi che andranno “non” nel loro conto corrente personale ma a una Fondazione che sarà costituita ad hoc e a cui la benefattrice aderirà. L’idea è quella di rilevare un casale (proprietà delle Pie disposizioni di Siena, che ancora non si sono decise a vendere) e fare un centro di recupero per bambini disabili, persone in difficoltà. Ma ecco il testo integrale scritto dalla signora.

«Gentilissimo Il Tirreno – è l’incipit - ringrazio per questa opportunità di poter chiarire alcuni punti che non rispondono a verità. Il signor Gianluca non ha chiesto niente, io sapevo del suo progetto e di quante difficoltà c’erano. Mi sono chiesta varie volte come aiutare: il suo progetto in molti punti era uguale a un mio sogno..». Qui la signora si riferisce a un altro quotidiano in cui è stato scritto che D’Ascoli «ha convinto» la donna a dargli dei soldi (non è vero, è stata lei a farsi avanti con lui). D’Ascoli e la compagna cullavano da anni un sogno (quello di un grande progetto sociale), e stesso sogno era coltivato da lei. Ecco perché la donna ha deciso di aiutarli.

La lettera continua così. «Sono stata molto fortunata – scrive - Era un po’ che cercavo di vincere. Mio padre mi ha insegnato la condivisione, lui con la sua pensione aiutava molti bisognosi. Non nascondo che penserò di acquistare una casa per me e una rendita per vivere. Nel mio cuore ci sono persone che non riescono a pagare il mutuo, chi ha debiti, chi non arriva a fine mese. Ci sono associazioni e bambini con disabilità. Sono cosciente che non riuscirò ad accontentare tutti, per quello dovrei fare 6 al Superenalotto. Vorrei che questa città si unisse a Gianluca per la realizzazione del progetto: tutti uniti sarete una grande città e si creerà lavoro. Tante gocce creano un oceano». —

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