Addio Argentario Approdi sarà messa in liquidazione
La società partecipata non ha raggiunto gli utili di cinquecentomila euro Le sue aree passeranno al Comune. Scaduto il contratto, via la Andreani tributi
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«La liquidazione di Argentario Approdi e Servizi spa è inevitabile». L’ha comunicato ieri in consiglio comunale il sindaco Franco Borghini che ha spiegato come, secondo la legge Madia, per la partecipata del Comune non ci sia più la possibilità di andare avanti, visto che gli utili non arrivano al requisito dei 500mila euro previsti dalla normativa.
Da gennaio, dunque, partiranno le operazioni di liquidazione per la società che, oltre alla gestione della banchina della Pilarella, possiede anche l’ex capannone Varoli e una piccola struttura a Santa Liberata. «Abbiamo deciso - spiega il primo cittadino - in linea con quanto previsto dal programma elettorale, per la messa in liquidazione di Argentario Approdi. La giunta ha approvato oggi (ieri, ndr) una delibera d’indirizzo recapitata all’amministratore di Argentario Approdi per indire l’assemblea dei soci. Passeranno circa 25 giorni, così potremo procedere entro fine anno agli adempimenti dovuti dalla legge Madia. Indicheremo il nominativo del liquidatore che deciderà poi il percorso da fare». «Sono dispiaciuto della fine di Argentario Approdi - dice il consigliere di minoranza Arturo Cerulli - per quello che non è riuscita a fare. Perché fu fondata con tante idee, non ha funzionato ma dispiace che non ci sia un’altra strada se non quella della liquidazione». E questa via, secondo il sindaco, è l’unica percorribile. «Abbiamo provato di tutto - spiega - La mia speranza era che si fosse manifestato un avvicinamento ai 500mila euro di fatturato, sotto i quali siamo invece obbligati a liquidare. Per questo abbiamo preso questa decisione a fine stagione estiva. Le aree di proprietà della società saranno acquisite dal Comune di Monte Argentario. Cercheremo inoltre di non far perdere a chi ha sottoscritto le azioni neanche un euro. Ci sarà una liquidità di 840mila euro e una concessione sulla Pilarella che il Comune non rimetterà in campo, perché intende gestirla direttamente. Dunque nessuno stravolgimento nell’attività operativa per chi fino ad oggi ha lavorato in quel settore. Per la legge Madia va messa in liquidazione entro il 31 dicembre di quest’anno, non è più possibile fare altro».
Il consiglio comunale ha visto anche il dibattito sulla gestione del servizio tributi e delle entrate, che dalla fine dell’anno non sarà più in mano alla Andreani Tributi. «Il contratto è scaduto nel 2017 e la proroga scade il 31 dicembre 2018 - spiega il sindaco - Non sarà possibile eseguire tutti i servizi direttamente, come quelli minori sulle adesioni, suoli pubblici e altro. Faremo una gara per appaltare una parte minima di riscossione che è comunque esigua. Abbiamo fatto un confronto con i costi che erogavamo ad Andreani e andavano dai 450 ai 600mila euro annui di aggio: questo non significa risparmiare tutti questi soldi, ma il confronto è comunque positivo per le casse comunali. Per il “non riscosso” ci affideremo a strutture pubbliche come l’Agenzia Entrate e Riscossione, per l’esazione forzata nel momento in cui ci sarà evasione. L’ex Equitalia percepirà il 3% per le riscossioni coattive, mentre Andrea percepiva in precedenza il 22,4%. Dobbiamo trovare energie per questo servizio, le attuali forze del Comune adesso sono ristrette a 82 dipendenti, faremo assunzioni destinate a questo scopo. Pensiamo di sistemare l’ufficio al pian terreno del municipio per esigenze di utenza». —
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