Attenzione
Roma bacchetta Unicoop: riparta da zero. I capireparto non scioperano, store aperti
Il Mise intima alla società la riapertura della contrattazione: «Questa cooperativa non è un carciofo». Vittoria per i sindacati
GROSSETO. Altolà, è tutto (o quasi) da rifare. Stoppa i piani di Unicoop Tirreno Giampietro Castano, massimo dirigente del Mise nella gestione delle crisi d’impresa. E i sindacalisti, anche quelli maremmani, tornano a casa, da Roma, con il morale più alto rispetto a quando erano partiti. Perché dal ministero per lo sviluppo economico – dal Mise, dove ieri si è svolto un tavolo dedicato alla vertenza Unicoop, in concomitanza con la giornata di sciopero dei dipendenti – è stato intimato al colosso cooperativo toscano di riprendere il dialogo e la contrattazione con i sindacati: mai più decisioni prese unilateralmente, per intenderci. Torna tutto, insomma, in discussione: dal contratto integrativo alla (già) annunciata cessione di otto punti vendita laziali all’universo Conad, a cui avrebbero dovuto seguire una decina di altre vendite di store toscani, con paventate ripercussioni anche in Maremma. Ok, vediamo, rispondono da Vignale Riotorto: «La Cooperativa si riserva di valutare con la massima attenzione – si legge in una sintetica nota giunta ieri da Piombino – quanto emerso nell’incontro al Mise».
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Per “bacchettare” Unicoop, ha parlato persino per immagini Castano: «Ha detto, testuale, che “questa cooperativa non è un carciofo che può essere sfogliato a piacimento” – dettaglia Graziella Barazzuoli del coordinamento nazionale del commercio di Cobas Lavoro Privato, presente ieri al Mise – Castano ha detto che “hanno sbagliato strada” e ha richiamato Unicoop ai valori cooperativi. Insomma, è andata bene». Le assenze eccellenti sono state notate: al tavolo vertenziale non c’era né il presidente Marco Lami né il direttore generale Piero Canova; Unicoop era rappresentata dal direttore del personale Luigi Pozzessere.
Unicoop ha ribadito di voler recuperare la perdita di circa 23 milioni di euro. Resta da capire a qual prezzo farlo. «Eravamo già intervenuti sul costo del lavoro con l’accordo del maggio 2017 – dicono Massimiliano Stacchini segretario generale Filcams Cgil, Katiuscia Biliotti per Fisascat Cisl e Elisabetta Lanzoni per Uiltucs Uil, ieri a Roma – Ma Unicoop non l’ha rispettato. E, anzi, ha presentato, il 5 settembre, un piano troppo impattante sul costo del personale e sull’occupazione, che ci ha costretto a richiedere l’incontro di oggi per avere un piano industriale». La strada è lunga: La Regione – rappresentata a Roma da Gianfranco Simoncini, consigliere per il lavoro del governatore Enrico Rossi – «è pronta a fare la sua parte per favorire il rilancio della società».
Intanto ieri decine di lavoratori Unicoop hanno incrociato le braccia: in centinaia hanno sfilato a Roma, altri hanno manifestato davanti al quartier generale di Vignale Riotorto. Nel Grossetano tutti i negozi, però, hanno garantito le vendite: non c’è stata una sola chiusura emerge tastando il polso a Fisascat Cisl; molti store sono rimasti aperti grazie alla non adesione allo sciopero di responsabili di punta vendita e capireparto: per esempio, alle Coop di Roccastrada e di Ribolla.
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