Sicurezza
Notificato il divieto di avvicinamento all’ex compagna «La stalker è lei»
È accusato di averla fatta stare nella stessa casa insieme alla nuova fidanzata Lui ha presentato 25 querele per atti persecutori e furto
GROSSETO
Qualche settimana fa, l’ex compagna di un quarantunenne, lo aveva denunciato per stalking e l’avvocato Sabrina Pollini, che assiste la donna, aveva chiesto che fosse ordinato un divieto di avvicinamento all’uomo. Il giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Giovanni De Marco e ieri i carabinieri sono andati a casa del quarantunenne a notificarla. Ma quando l’uomo si è ritrovato con quell’ordinanza in mano, ha deciso di raccontare quello che è successo in tutti questi mesi. Ovvero che sarebbe stata la donna a perseguitarlo. «Ha ancora la residenza a casa mia – dice – perché con lei avevo stipulato un contratto di comodato gratuito per l’uso di una stanza. Io non ho una relazione clandestina con la mia attuale compagna e mai avrei voluto avere ancora rapporti con lei mentre già stavo con l’altra donna». Il racconto fatto dall’uomo sembra lo specchio di quello reso dalla donna. Nell’ordinanza il giudice fa riferimento al sabotaggio dell’impianto frenante di un’auto che il fine settimana veniva utilizzata dalla cinquantenne. «Non ho mai fatto nulla di simile – dice – anzi, è stata lei a sabotare la mia auto: qualche tempo fa sono partito da casa ma uno degli pneumatici era stato manomesso ed è scoppiato: ho rischiato di ammazzarmi».
Anche uno dei più cari amici del quarantunenne sarebbe stato minacciato più volte. «Ho trovato bigliettini con minacce scritte – dice – e mi sono rivolto anch’io ai carabinieri. Abbiamo denunciato tutto, ma lei ancora non ha smesso». L’uomo è convinto infatti che qualche giorno fa sia stata lei a mettere un altro biglietto di minacce sul cruscotto della sua auto e che sia sempre stata la ex compagna a fargli recapitare dei proiettili, per spaventarlo.
Di diverso avviso sono invece il pm che lo ha richiesto e il giudice che ha emesso l’ordinanza di non avvicinamento.
«Lei voleva tornare con me – dice ancora l’uomo – non ero io che volevo che restasse a vivere in quella casa. C’era un contratto di affitto, le ho soltanto permesso di utilizzare la stanza sulla quale ci eravamo messi d’accordo. Ancora a luglio viveva in casa con me e guidava la mia auto, quando le serviva. Io non l’ho perseguitata, è stata lei a farmi passare attraverso l’inferno». – F. G.
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