Sicurezza
Copaim, 22 dipendenti vanno in ferie forzate
L’azienda di piatti pronti freschi e snack è di nuovo in difficoltà. Flai Cgil: «È un grande gruppo, non perdiamo le speranze»
albinia
Nubi nere si addensano sull’azienda Piatti Freschi Italia, meglio conosciuta come ex Copaim, che ha sede alle Topaie, non lontano da Albinia. Ventidue lavoratori risultano in esubero: dovranno affrontare settimane difficili, prima le ferie e poi lo spettro della cassa integrazione. Il loro destino ora è appeso a un filo: cruciali saranno i prossimi quattro mesi che dovranno portare commesse per creare opportunità di lavoro.
Non è la prima volta che la ex Copaim si trova ad affrontare delle difficoltà. Nel 2012 l’azienda venne colpita dall’alluvione. Ripartire non è stato facile. La svolta sembrava essere arrivata a luglio dello scorso anno quando Piatti Freschi Italia Spa, leader in Italia nella produzione di piatti pronti freschi e snack, aveva annunciato l’avvenuta firma di un accordo per l’acquisizione della maggioranza dell’azienda Sgi – Sapori e Gusto Italiani srl, ex Copaim, con un fatturato di 22 milioni di euro. Con questa acquisizione Piatti Freschi Italia puntava a rafforzare la propria posizione di leadership con specialità gastronomiche di alta e riconosciuta qualità nell’ittico, nelle verdure e olive ricettate, così come nella pasta fresca liscia e ripiena, prodotti rispettivamente negli stabilimenti di Albinia e Massa e Cozzile. Piatti Freschi Italia è una società partecipata da Fratelli Beretta.
Già oggi alcuni dipendenti sono a casa perché non c’è lavoro. «Abbiamo ereditato già una situazione difficile dalla vecchia Copaim – dice Pier Paolo Micci, responsabile provinciale Flai Cgil – con circa una sessantina di esuberi. Ma abbiamo sempre messo in chiaro che fino a che ci fosse stato il sostegno al reddito avremmo rispedito al mittente gli esuberi. Ci rimangono adesso quattro mesi di cassa integrazione. Siamo passati da 60 esuberi (chi è uscito dall’azienda lo ha fatto volontariamente) a 22: e questo vuol dire che qualcosa siamo riusciti a produrre».
La diminuzione del numero degli esuberi non è certo un successo, tutt’altro: Micci pensa alla sorte dei ventidue dipendenti. «Il sindacato non è certo qui per accettare gli esuberi – dice – Vogliamo che ci sia un piano industriale importante, con gli investimenti giusti, perché l’obiettivo è quello di azzerare gli esuberi. E se un giorno non si potesse fare a meno di arrivare alla conta, si dovrà ridurli il più possibile, sapendo che il gruppo è importante».
Il sindacalista è preoccupato ma ha una speranza che per i ventidue non sia ancora scritta la parola fine al loro rapporto di lavoro come dipendenti di Piatti Freschi Italia. «L’obiettivo non è mandarli a casa – sottolinea Micci – ma salvarli. Ma non dipende solo da noi. Ci vogliono investimenti. Qui sono stati portati macchinari nuovi e sono stati fatti investimenti sul commerciale».
L’azienda, visto che sta arrivando l’autunno e quindi l’inverno, punta sulle minestre e le lasagne. Al momento però il lavoro per tutti non c’è. I dipendenti hanno il timore che una volta usciti da quell’azienda per loro rientrare sarà una chimera. –
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