Sicurezza
Venti euro per l’iPhone Il trentacinquenne va ai domiciliari
GROSSETOAveva rubato un iPhone appoggiato su una borsa ed era scappato. La proprietaria e il fidanzato, che erano seduti su una panchina sulle Mura, se n’erano accorti e lo avevano inseguito. Alla...
GROSSETO
Aveva rubato un iPhone appoggiato su una borsa ed era scappato. La proprietaria e il fidanzato, che erano seduti su una panchina sulle Mura, se n’erano accorti e lo avevano inseguito. Alla ragazza, che ha 17 anni, ha chiesto venti euro per restituirle lo smartphone prima di essere fermato da una volante della polizia che stava facendo un controllo sulle Mura. Massimiliano Maturo, difeso dall’avvocato Riccardo Lottini, ieri mattina ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci che ha convalidato l’arresto, disponendo i domiciliari. Maturo, che ha 35 anni ed è originario di Lodi, ha ammesso le proprie responsabilità negando però di aver minacciato la ragazzina. «Non ho mai detto che li avrei picchiati se mi avessero seguito», ha detto l’uomo al giudice che non è riuscito nemmeno a spiegare il perché di quella richiesta, di quei venti euro per avere indietro l’iPhone.
Il giudice, vista l’incapacità del trentacinquenne di controllarsi, ha deciso di applicare gli arresti domiciliari a casa dei genitori di Maturo, così come richiesto dall’avvocato Lottini. — F.G.
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