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Unicoop, è braccio di ferro Parte la diffida dei sindacati

Giovanna Mezzana
Unicoop, è braccio di ferro Parte la diffida dei sindacati

Oggi sciopero contro la cessione dei punti vendita e per la tutela dell’integrativo  Cgil, Cisl e Uil denunciano: «Tentativi per contrastare l’iniziativa:». Il caso Scarlino

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Colpo di scena nella vertenza Unicoop a meno di 24 ore dallo sciopero per il quale oggi incroceranno le braccia – per l’intera giornata – i dipendenti della società cooperativa, dalla Toscana al Lazio alla Campania, e finanche i lavoratori dell’indotto, come gli addetti di Cooplat, rammentano i Cobas. Dal tiro alla fune – Unicoop da un lato, dipendenti e sindacati dall’altro – si è passati a una diffida, atto “pesante” e straordinario nelle dinamiche relazional-sindacali tra parte e controparte che sino ad ora erano state condotte nell’alveo della dialettica.



Con una comunicazione del pomeriggio di ieri, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs «diffidano la Cooperativa a compiere qualsiasi azione o iniziativa che possa rappresentare evidente comportamento antisindacale» si legge nella comunicazione a Unicoop, al direttore del personale Luigi Pozzessere, e alla responsabile delle relazioni sindacali Marina Federighi. E «se così non fosse – continua la comunicazione di diffida – ci riserveremo di procedere nella direzione di tutela del diritto costituzionale allo sciopero utilizzando gli strumenti di legge previsti».



Qualcosa deve essere accaduto, si chiede il senso comune, per arrivare a questi punti. «Siamo venuti a conoscenza di comportamenti messi in pratica dalla società nei giorni precedenti la proclamazione dello sciopero – spiega Massimiliano Stacchini, segretario generale di Filcams Cgil Grosseto – che presumibilmente puntano a contrastare l’iniziativa». E cioè: Unicoop «ha inviato personale, dalla sede centrale, in quei punti vendita nei quali, presumibilmente, si registrerà un’adesione molto alta allo sciopero: perché imparassero ad usare la cassa. E per garantire così che i punti vendita rimanessero aperti». Il Tirreno registra che da Vignale Riotorto, quartier generale del colosso coop, non sono state rilasciate dichiarazioni in merito.



Mentre i dipendenti oggi incrociano le braccia, al Mise si svolge un tavolo dedicato alla vertenza. L’astensione dei dipendenti muove da una rivendicazione economica per il contratto integrativo, che «Unicoop intende disdettare» secondo i sindacati, e che «la società intende ridiscutere per una migliore gestione del costo del lavoro» secondo Vignale Riotorto. Non solo: ci sono anche molti timori per la cessione di punti vendita in Toscana dopo “l’operazione Lazio” (dove 8 store andranno a Conad). Da Grosseto è partito un pullman, direzione Roma; nella capitale ci saranno: Cgil, Cisl, Uil, Cobas. Molti lavoratori, in Maremma, invece manifesteranno a Scarlino, dalle 8 alle 10 di fronte allo store cittadino: negozio storico, inserito mesi fa nella lista di Unicoop tra quelli in bilico, ma anche punto vendita nel quale «è stato inviato personale perché si addestrasse all’uso della cassa». Insomma, Scarlino è un simbolo nella giornata di oggi. —



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