Lutto
Polveraia, il piccolo borgo “alla fine del mondo” parte alla riscossa fai da te
LA STORIAPozzi lavatoi restaurati grazie al lavoro volontario degli abitanti di Polveraia frazione di Scansano, che hanno reso di nuovo fruibili i lavatoi della comunità, testimonianza materiale di...
LA STORIA
Pozzi lavatoi restaurati grazie al lavoro volontario degli abitanti di Polveraia frazione di Scansano, che hanno reso di nuovo fruibili i lavatoi della comunità, testimonianza materiale di storia sociale del borgo. Una storia andata in onda anche a Toscana tv che ha ripreso dal vivo le immagini del piccolo borgo finalmente in festa.
Polveraia è una frazione di circa cento anime, distante da Scansano e Pancole più di dieci chilometri. Qualcuno la chiama “fine del mondo”, perché la strada che porta al borgo non continua dall’altra parte e per uscire bisogna tornare indietro. Infatti, dalla frazione, affacciata sul torrente Trasubbie, si potrebbe proseguire solo percorrendo una sorta di scivolo che attraversa il torrente, che spesso però non è percorribile per le piene del fiume.
Un borgo in cui sono scomparsi anche negozi, bar, poste e circoli. Due chiese e niente prete: il sacerdote arriva da Montorgiali quando può. Eppure la comunità al suo paese ci tiene e non vuole farlo morire. Così nel giorno di San Matteo gli abitanti hanno inaugurato i lavatoi appena ripristinati a proprie spese e con la propria opera. Si è scelto il giorno di San Matteo perché fino a qualche decennio fa, in questa ricorrenza, si teneva a Polveraia un mercato fra i più importanti della provincia. Altri tempi.
«Il restauro dei pozzi, in parte settecenteschi e in parte rifatti nell’800 e nel ‘900, lo abbiamo eseguito noi – spiega Franco Aluigi – dopo aver chiesto al Comune di intervenire. L’amministrazione i soldi non ce li ha e allora ci siamo messi a lavoro».
Ma quel che più preme sottolienare agli abitanti è l’isolamento di Polveraia, rimasta priva di ogni servizio: «C’era qui un negozio di generi alimentari fino a poco tempo fa – racconta Alberto Zuchi – che è stato chiuso. L’affitto costava prima 50 euro, ma poi l’amministrazione l’ha portato a 250. Troppo per chi era interessato. C’era anche un circolo, “La meria”, ma l’amministrazione comunale avanzava 2600 euro dalla passata gestione e si è aperta una diatriba. Noi alla fine abbiamo dato la faccenda in mano a un avvocato, non riuscendo a sbrogliare la matassa».
Il sindaco Francesco Marchi, che annuncia una risposta più articolata dell’amministrazione comunale, anticipa: «Intanto ringraziamo i cittadini che hanno eseguito i ripristini. Per il negozio di generi alimentari l’ufficio tecnico ha dovuto fare una stima basandosi sui prezzi di mercato per l’importo dell’affitto il cui contratto era scaduto. E siamo in discussione per il circolo La meria. Vedremo, ma certo il Comune vuole andare incontro ai cittadini». —
FIORA BONELLI
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