Sicurezza
«Botte e violenze di ogni tipo» Bambino accusa il padre
La vittima ha dieci anni, è stata la madre a far partire le indagini dei carabinieri Contestata l’ipotesi di maltrattamenti in famiglia
FOLLONICA
«Stupido», «cretino», fino a «ti ammazzo». Una violenza psicologica che ha lasciato segni meno visibili di quella fisica, scandita da pugni in testa, calci sulla schiena, bastoni e un tubo di gomma usato a mo’ di frusta. È l’incubo che un ragazzo ha raccontato ai carabinieri del comando di Follonica, ripercorrendo gli ultimi anni vissuti fianco a fianco con il suo aggressore.
Non una persona qualsiasi, ma suo padre. Una storia terribile racchiusa nel fascicolo che i carabinieri hanno consegnato in Procura a Grosseto alla fine dell’indagine, che vede l’uomo, difeso dall’avvocato Leonardo Latini, indagato per maltrattamenti in famiglia con l’aggravante di violenza su minore usando in alcune occasioni anche delle armi, come il tubo di gomma, considerato tale in seno al procedimento.
Il ragazzino, che ha poco più di dieci anni, ha raccontato ai carabinieri che questi maltrattamenti duravano da anni. Ma non è stato semplice arrivare a confessare l’incubo. È servito l’intervento della madre, con cui il minore si è confidato all’inizio di marzo, costretto ad aprirsi da un segno chiaro sulla pelle. All’altezza della radice della coscia, infatti, aveva un grande livido violaceo che ha insospettito la donna: il figlio le ha allora raccontato, confermandolo poi davanti ai militari, che quel segno gli era stato fatto dal padre alla fine di febbraio con un tubo di gomma. A riguardo c’è anche un referto sanitario agli atti, che parla di una prognosi di cinque giorni. Ma quella frustata sarebbe stata solo l’ultimo tassello di un domino di violenze ben più lunghe. Assistito dall’avvocato Domenico Fiorani, il ragazzo ha raccontato di aver subito dei maltrattamenti di vario tipo: sia fisici, fatti di vere e proprie botte tra calci e pugni, sia psicologici, attraverso minacce, umiliazioni e offese. Una storia terribile su cui gli investigatori dell’Arma hanno scavato per mesi, cercando di ricostruire i rapporti difficili in essere in questa famiglia.
L’indagine si è conclusa nelle scorse settimane e nel fascicolo inviato in Procura viene contestato il reato di maltrattamenti in famiglia, con l’aggravante della violenza su minore e dell’utilizzo di un’arma. Ai magistrati di viale Monterosa la decisione se chiedere il rinvio a giudizio, e quindi un processo, su questa vicenda, che non sarebbe la prima a vedere l’uomo come accusato. C’è già un altro procedimento a suo carico, sempre per maltrattamenti, ma in quel caso la vittima è la madre del ragazzo. — A.F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
