Gioco
«Attenzione, la mafia di oggi è intelligente Non spara più»
Molta gente al convegno con il magistrato distrettuale Catello Maresca. Il sindaco Biondi: «La malavita può attecchire anche da noi»
GAVORRANO
«La mafia è un atteggiamento mentale»: con queste parole il sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Napoli, Catello Maresca, ha spiegato ai tantissimi intervenuti al convegno che si è tenuto ieri pomeriggio a Gavorrano cosa sia la mafia oggi.
Un incontro partecipatissimo, voluto dall’amministrazione comunale, che ha visto la presenza dei sindaci dei Comuni limitrofi e della prefetta Cinzia Torraco. Un incontro molto sentito, soprattutto per gli eventi occorsi nell’ultimo anno: l’inchiesta in cui è coinvolto il commercialista follonichese Evans Capuano, sotto processo insieme ad altre persone, con l’ipotesi che alcuni reati siano stati commessi con l’aggravante del metodo mafioso; la sparatoria del 13 aprile scorso a Follonica, dove ha perso la vita Salvatore De Simone e dove sono rimasti gravemente feriti Massimiliano De Simone e Paola Martinozzi. Un omicidio non riconducibile alla mafia ma che ne richiama gli atteggiamenti: «Non possiamo chiudere gli occhi sul fatto che una persona possegga una pistola con matricola abrasa – ha commentato il sindaco di Follonica Andrea Benini, intervenuto in coda all’incontro – Chi ha compiuto l’omicidio è il figlio di Antonio Papa, un soggetto pluricondannato per fatti di camorra e vicino ai Casalesi». La comunità di Gavorrano ha poi sempre negli occhi i fatti dell’estate del 1991 quando Domenico Condorelli, trasferito a Gavorrano dopo aver scontato la condanna a quindici anni di reclusione al primo maxiprocesso di Palermo, venne freddato con tre colpi di pistola nella piazza del paese, durante il mercato. «Questi episodi ci hanno aperto gli occhi – ha detto il sindaco di Gavorrano Andrea Biondi – Il nostro territorio deve tenere alta l’attenzione perché è un posto dove può attecchire la mafia e ne abbiamo avuto la dimostrazione».
Il procuratore ha spiegato: «La mafia non vuole sparare. Non dobbiamo immaginarla come una organizzazione violenta, con al coppola e la lupara. Questa non è la mafia moderna. La mafia moderna è intelligente, perché sa che quando spara essa viene attaccata dallo Stato. E lo Stato è più forte dal punto di vista militare. La mafia è un atteggiamento mentale. Oggi i mafiosi considerano la violenza come l’estrema ratio: il loro è un metodo fatto non di violenza ma di collusione. I mafiosi di terza generazione oggi diventano imprenditori: fanno studiare i loro figli per renderli più operativi. Quello che chiede il pizzo oggi è morto di fame, non è un mafioso. La mafia non è più quella che conoscevamo». E ha concluso: «Gli occhi vanno tenuti aperti dove ci sono aperture di grandi attività o nel ciclo dei rifiuti. Il fatto che il Comune di Follonica si sia costituto parte civile in un processo per mafia è un segnale importante ed è fondamentale continuare ad insegnare ai giovani che spesso la realtà è diversa da come appare». — GIULIA SILI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google