Sicurezza
Ruba un cellulare e chiede 20 euro per restituirlo
Estorsione sulle Mura: ha minacciato la coppia di picchiarla L’uomo, 35 anni, è stato fermato dagli agenti delle Volanti
GROSSETO
Due fidanzati, una panchina sulle Mura medicee, un sabato pomeriggio da trascorrere insieme. Seduti, con la borsa della ragazza appoggiata lì accanto. Era tutto perfetto, sabato pomeriggio, per la coppietta fino a quando non è arrivato un uomo di 35 anni a trasformare quella giornata in una sequenza scandita da un furto, da un’estorsione e dalle minacce pronunciate per guadagnarsi la fuga. Una sequenza che si è svolta in pochissimi minuti, sotto gli occhi attoniti dei due ragazzi che avevano scelto di starsene un po’ tranquilli in uno degli angoli più belli della città.
La ragazza aveva infatti il suo smartphone appoggiato sulla borsetta che era accanto a lei sulla panchina quando il trentacinquenne si è avvicinato e in un attimo lo ha preso. I due ragazzi si sono accorti subito di quello che era successo e hanno chiesto all’uomo di restituire loro quel telefono cellulare. Ma voleva dei soldi: si sarebbe accontentato di 20 euro per dare indietro il telefono alla giovane. Ha cominciato ad allontanarsi dai due, quando si è reso conto che quei soldi in cambio del telefono non li avrebbe ottenuti e, mentre si allontanava, ha cominciato a minacciarli, dicendo loro che se si fossero avvicinati, li avrebbe picchiati.
La volante della polizia però non era lontana: i controlli in centro e soprattutto nella zona delle Mura medicee sono stati intensificati negli ultimi mesi, su ordine del Questore che ha predisposto più passaggi proprio in uno dei punti nevralgici della città.
Sono stati loro a vedere l’uomo scappare, con i due ragazzi che gli correvano dietro per riprendere il telefonino e così lo hanno bloccato e portato in questura: il trentacinquenne, Massimiliano Maturo, originario della provincia di Lodi, aveva già avuto qualche guaio con la giustizia, sia per furto che per detenzione di sostanze stupefacenti. Per lui si sono aperte le porte del carcere di via Saffi. Difeso dall’avvocato Riccardo Lottini, l’uomo sarà interrogato dal giudice per le indagini preliminari probabilmente già oggi.
I poliziotti hanno poi provveduto a restituire lo smartphone alla ragazza. —
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