La manifestazione
Scrive «buffoni» su Fb Il sindaco s’infuria per il post di Travison
La consigliera di opposizione attacca sui lavori alla scuola «Se Stella si è offeso è perché si sente chiamato in causa»
FOLLONICA
«Buffoni»: ha scritto così la consigliera Francesca Travison su Facebook, corredando il suo post con una fotografia dei vigili del fuoco a lavoro sul tetto della scuola elementare di Scarlino. «Non mi rivolgo ai vigili del fuoco» aggiunge la consigliera d’opposizione.
Il post non è però piaciuto al sindaco di Scarlino Marcello Stella che ha commentato: «Dire inquietante è poco. La consigliera Travison ha usato su Facebook espressioni come spesso gli accade e modi denigratori non consoni e irrispettosi per il ruolo istituzionali che ricopre. Certe espressioni non fanno certo certo bene a tutta la comunità di Scarlino e alla sua immagine e sempre più denunciano una pericolosa deriva verso la macchina del fango».
I vigili erano stati infatti chiamati dal Comune a seguito di una segnalazione fatta dal consigliere Travison «come al solito sui social network e mai all’ufficio competente» dice Stella. «Tali affermazioni sono la dimostrazione del poco rispetto non solo per Scarlino ma a tutti i cittadini che non meritano tale arroganza». E Stella chiede poi alla consigliera di scusarsi: «Dovrebbe chiedere pubblicamente scusa a tutti gli Scarlinesi e a tutti i lavoratori del comune».
Travison replica alle parole del sindaco: «Affidare ai social le segnalazioni di quanto non viene fatto o fatto male dall’amministrazione è diventata una necessità – dice – Da oltre due anni gli uffici avevano ricevuto, da comuni cittadini, la richiesta di intervento sulla copertura del tetto e sui pluviali dell’edificio con l’unico risultato che un po’di tempo fa le canale, ormai divelte, furono tolte». E Travison continua: «L’unico metodo a disposizione di una opposizione attenta e di cittadino accorto è la segnalazione dei problemi sui social o a mezzo stampa. E conclude: «Si scandalizza e si sente offeso dalla parola “Buffoni”, perché si sente chiamato in causa quando non ci sono dirette correlazioni tra la parole e le persone a cui l’epiteto sembra rivolto? Colto sul fatto? Probabilmente sì. Ritengo che debba essere il sindaco Stella a chiedere scusa alla collettività per essere stato più volte costretto a correre ai ripari a causa della sua inettitudine ampiamente documentata». —
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