Lutto
Le autorità polacche non hanno comunicato il decesso di Niccolini
L’avvocato della famiglia di Giuseppe scrive alla Farnesina «I documenti inviati sono falsificati, sia fatta chiarezza»
GROSSETO
Dopo lo sgomento iniziale e dopo aver lanciato anche un appello attraverso Il Tirreno, Roberta Niccolini, la donna che sta cercando di scoprire la verità sulla morte di suo padre Giuseppe, a Torun, in Polonia, ha scritto alla Farnesina. Ad occuparsi della questione è l’avvocato Francesca Carnicelli che ha deciso di inviare una lettera al ministero degli Affari esteri per sapere come siano andate davvero le cose nel Paese dove l’uomo viveva e dove aveva aperto un ristorante pizzeria che portava anche il suo nome.
La moglie Ivana Cesaretti si è ritrovata infatti divorziata sia nel certificato di morte che nel rifiuto della pensione di reversibilità. Divorzio che però non è mai avvenuto, nonostante che Giuseppe avesse un’altra famiglia, un’amante e un figlio di 21 anni.
«Lo stato di salute di Giuseppe era indubbiamente complicato - spiega l’avvocato Francesca carnicelli - Giuseppe era partito dall’Italia a febbraio senza effettuare un ciclo chemioterapico di tre sedute perché la sua amante gli aveva garantito che in Polonia avrebbe ricevuto cure migliori».
Sono passati cinque mesi dall’ultima volta che Roberta e Ivana hanno sentito Giuseppe al telefono e non hanno nemmeno la certezza che il settantacinquenne sia davvero morto.
«Da parte della autorità polacche - fa presente l’avvocato alla Farnesina - non è arrivata alcuna comunicazione. Solo dopo moltissime insistenze la “famiglia di Torun” ha fatto pervenire, tramite due uomini che si sono presentati come operai croati, un certificato di morte in lingua polacca».
Roberta e Ivana, stravolte per la morte di Giuseppe, hanno registrato l’atto di morte al Comune di Grosseto, salvo poi rendersi conto che la situazione era quantomeno surreale: dal certificato di morte polacco, il Niccolini risulterebbe divorziato. «L’amante contattata al telefono ha detto alla moglie e alla figlia di Niccolini di non sapere il nome dell’ospedale nel quale è morto Giuseppe - aggiunge l’avvocato - e il figlio maggiore della donna non ha voluto dire dove fosse sepolto.
«Ciò che desta enorme perplessità - dice Carnicelli - è che le autorità polacche non abbiamo comunicato alla famiglia o, quantomeno, alla Farnesina l’avvenuto decesso del Niccolini, cittadino italiano residente in Grosseto». —
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