Attenzione
Sessantenne simula rapina da parte di tecnici dell’Enel
Argentario: i carabinieri intervengono e scoprono che è una messa in scena. L’uomo ha finto di essere stato derubato a casa di un amico, ma il ladro era lui
MONTE ARGENTARIO. Capita spesso che finti addetti delle compagnie elettriche o finti carabinieri entrino nelle case per derubare le loro vittime. Il copione del meccanismo truffaldino è sempre lo stesso: abusare della buona fede altrui (specie persone sole, anziane) per intrufolarsi negli alloggi e svuotarli. I casi si sprecano in Maremma, ma stavolta è diverso. E c’è chi tira fuori lo stratagemma dei finti operai anche quando non c’è, per simulare un furto commesso da se stesso.
«Aiuto, una rapina»
«Aiuto, siamo stati rapinati da due finti tecnici Enel». È mercoledì mattina quando scatta l’allarme a Monte Argentario. Un abitante chiama i carabinieri. Si trovava a casa di un amico per assistere la moglie gravemente malata quando è successo il fatto. I militari di Porto Santo Stefano, già di pattuglia con i carabinieri del Norm della Compagnia di Orbetello, attivano posti di blocco. Controllano auto e persino autobus senza riuscire a intercettare i malviventi.
Il racconto
Arrivati sulla scena del crimine i carabinieri ascoltano la vittima, o presunta tale. È un 60enne di Monte Argentario che racconta d’essere rimasto solo in casa mentre l’amico era a fare commissioni, e di aver aperto la porta a un uomo e una donna, che si sono spacciati per tecnici dell’Enel. «Hanno detto che volevano leggere il contatore e invece mi hanno percosso. Hanno messo la casa a soqquadro e rubato 1.500 euro».
I sospetti
Ai carabinieri qualcosa non torna. Le immagini della videosorveglianza comunale e gli elementi raccolti in casa non mostrano coppie di persone corrispondenti alla descrizione. Il racconto dell’uomo evidenzia lacune. Il corpo non mostra segni di ferite o aggressioni. A quel punto i militari mettono alle strette il 70enne, che si trova costretto a confessare di aver simulato una rapina approfittando - è la cosa peggiore - delle gravi condizioni della donna mentre il marito era assente, rubandole quella somma di denaro senza che lei potesse reagire. A conferma del tutto è il sopralluogo a casa del reo: i militari vi scovano - nascosta e in attesa di un probabile versamento sul conto corrente - l’intera cifra sparita.
La denuncia
Classe 1958, operaio, con diversi problemi di natura economica. L’uomo è stato denunciato per furto aggravato, simulazione di reato e procurato allarme per aver dichiarato falsamente di aver subito una rapina e aver suscitato allarme non solo presso l’autorità ma anche tra la popolazione dell’Argentario dove sono stati disposti posti di blocco. L’intera refurtiva è stata riconsegnata ai proprietari. In poco meno di 24 ore i carabinieri della stazione di Porto Santo Stefano hanno risolto il caso. La compagnia orbetellana ribadisce comunque ai cittadini di far attenzione e segnalare al numero di emergenza 112 eventuali persone sospette che possano presentarsi alla porta qualificandosi come tecnici del Comune o appartenenti alle forze dell’ordine.
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