Gioco
Giordano: il lavoro era deprimente Ecco perché me ne sono andato
la storiaLa Maremma si spopola perché nascono pochi bambini ma c’è anche chi – nato in Maremma – mette i sogni in valigia e se ne va: e questo, secondo gli esperti, è il fenomeno (nel fenomeno) più...
la storia
La Maremma si spopola perché nascono pochi bambini ma c’è anche chi – nato in Maremma – mette i sogni in valigia e se ne va: e questo, secondo gli esperti, è il fenomeno (nel fenomeno) più preoccupante. «Preoccupa – dice Mauro Schiano, responsabile del Centro Studi della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno – il fatto che non si riesca a trattenere sul territorio i giovani che hanno voglia di fare».
Giordano Rubegni di voglia di fare, nel 2004 quando lasciò Grosseto a 28 anni, con in tasca una laurea in giurisprudenza, ne aveva tanta: «Facevo pratica – racconta al Tirreno – in uno studio legale ed è stata un’esperienza drammatica. Volevo provare quella strada ma mi sono reso conto che Grosseto era una città che, cause civili per incidenti stradali a parte, non mi avrebbe dato di più» In una parola: «Deprimente». Giordano vive a Stoccolma dal 2004: ha una figlia, Stella, e un ottimo impiego: «Lavoro come sales manager Nordics per un’azienda, la Nordaq – dice – e guadagno tre volte tanto di un avvocato di Grosseto, anche perché, a Grosseto, gli avvocati non riscuotono». Il Tirreno gli chiede se non crede che, insistendo, a Grosseto avrebbe potuto realizzare quanto ha fatto a Stoccolma: «Macché. Mai – risponde – Mi arrivano proposte di lavoro tutti i mesi e gli headhunters (i cacciatori di teste) mi danno la caccia. Lì la caccia la facciamo noi e non si mangia niente a meno che tu non sia figlio di papá: purtroppo è un sistema talmente radicato che forse cambierà tra 50 anni». –
G. M.
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