Sicurezza
«Gestore regionale unico per l’acqua? La proposta di Rossi è quella migliore»
IL DIBATTITOProblema acqua pubblica. Anche Tiberio Tiberi, presidente di Acquedotto del Fiora dal luglio 2013 al settembre 2016 interviene nella discussione, si schiera con il governatore Enrico...
IL DIBATTITO
Problema acqua pubblica. Anche Tiberio Tiberi, presidente di Acquedotto del Fiora dal luglio 2013 al settembre 2016 interviene nella discussione, si schiera con il governatore Enrico Rossi e invita i sindaci a essere protagonisti della nascita del nuovo gestore toscano.
«Ormai da due anni non ho incarichi in Acquedotto del Fiora», precisa Tiberi. «Un tempo sufficientemente lungo per approcciare con il dovuto distacco il dibattito aperto dal presidente Rossi, il quale giustamente guarda al futuro condizionato dal principio di unicità della gestione all’interno dell’ambito territoriale ottimale che per la Toscana coincide con il territorio regionale. Per cui – chiosa l’ex presidente Tiberi – dal 2021, data di scadenza della concessione di Publiacqua Spa, il gestore a cui verrà affidata la concessione nelle province di Firenze, Prato e Pistoia subentrerà a tutti gli altri gestori della regione Toscana».
Quindi nel 2026 nel nostro territorio, il gestore delle province di Firenze, Prato e Pistoia subentrerebbe al Fiora?
«Esatto».
Perché allora Rossi parla di pubblicizzazione della gestione se oggi Publiacqua ha una gestione pubblico - privata?
«Perché Il Consiglio Comunale di Firenze, in accordo con gli altri soci pubblici di Publiacqua, ha approvato una mozione del Pd per costituire una società partecipata unicamente dai Comuni per la gestione del servizio idrico Integrato. Se questo accadesse e se nel 2021 i Comuni delle province di Firenze, Prato e Pistoia decidessero di affidare il servizio “in house” invece che procedere a una gara, il gestore unico di ambito ottimale sarebbe un soggetto completamente pubblico».
Quale sarebbe il vantaggio della gestione pubblica rispetto all’attuale gestione pubblico-privata?
«La più grossa differenza sta nella distribuzione degli utili che nel caso di un gestore interamente pubblico potrebbero essere reinvestiti e/o finalizzati a calmierare le tariffe. Nella concessione corrente per Acquedotto del Fiora si tratta di un tesoretto di circa 70 milioni che raggiungerà i 150 milioni di euro nel 2026».
In Toscana fu scelta la struttura pubblico-privata in 6 delle attuali 7 gestioni Qual è il vantaggio del gestore unico regionale rispetto ai sette gestori attuali? E lo svantaggio?
«Il vantaggio è la maggiore sinergia per ottenere la qualità e la realizzazione di economie di scala per ridurre i costi. La controindicazione: riduzione di controllo da parte dei Comuni del territorio che per quanto ci riguarda già nella situazione attuale è fortemente compromessa dalla governance adottata dal Fiora, con un peso decisionale sproporzionato del soggetto privato rispetto al soggetto pubblico».
In questo scenario cosa dovrebbero fare i Sindaci del Fiora?
«Prima di tutto non sottovalutare il tema della gestione unica rispetto a quello più politico della gestione interamente pubblica. E soprattutto non cedere alla tentazione di ritardare la costituzione del gestore regionale unico, prorogando la concessione di Acquedotto del Fiora di cinque anni dal 2026 al 2031: un’eventuale proroga a fronte di una manciata di milioni di investimenti in più, procrastinerebbe la vita di una gestione che impone ai propri utenti la più alta tariffa d’Italia». —
FIORA BONELLI
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