Attenzione
Festa grande e targa ricordo per i cento anni di Alceste
Nato ad Arcidosso, vive da sempre a Cana: suo padre rimase a lungo in guerra e fu prigioniero degli inglesi. E lui, sin da piccolo, ha lavorato sodo in agricoltura
ROCALBEGNA
Festa grande al Castagnolo di Cana, comune di Roccalbegna per i cento anni di Alceste. E l’amministrazione comunale gli consegna una targa ricordo nella sua residenza a due passi da Cana.
«Al signor Alceste Guidarini che da 100 anni fa parte della nostra storia, i più vivi auguri». Questo il messaggio augurale scritto nella targa con cui il Comune di Roccalbegna ha voluto onorare un paesano che ha festeggiato il 20 settembre i 100 anni, porgendogli i complimenti da parte anche di tutta la comunità. A portare la targa a casa di Alceste è stata la vicesindaca di Roccalbegna Laura Zamperini, perché il sindaco Massimo Galli era occupato nelle stesse ore a Cana con Giordano Gasperoni, l’architetto inviato dalla Soprintendente ai beni archeologici di Siena Arezzo e Grosseto, Anna Di Bene, in una ricognizione sulle parti delle mura lesionate.
A portare l’omaggio del comune, dunque, la vicesindaca Zamperini, ricevuta nella casa del signor Guidarini da Alceste stesso e dal figlio Loriano con il quale il centenario abita. «Alceste è stato contentissimo di festeggiare anche con noi dell’amministrazione comunale questa ricorrenza – commenta Zamperini – e ha ricevuto con gioia la targa ricordo, facendosi volentieri fotografare per immortalare questa giornata. Un bel traguardo a cui il centenario è arrivato alla grande, in forma da tutti i punti di vista».
Alceste Guidarini è nato ad Arcidosso il 20 settembre 1918, ma per 90 anni ha vissuto nel comune di Roccalbegna in località Castagnolo, in prossimità di Cana, in una splendida fattoria fortificata risalente come primo nucleo intorno all’anno 1000. Ed è probabilmente uno fra i più vecchi residenti del comune rocchigiano. Una vita, la sua, piena di eventi, anche drammatici, ma a cui Alceste ha sempre risposto con fermezza e coraggio: «Il figlio, Loriano Guidarini, ci ha raccontato – riferisce la vicesindaca – che la vita di Alceste è stata molto dura. Suo padre, infatti, ha fatto sette anni di guerra e ha combattuto addirittura su tre fronti: Albania, Brennero e Tobruk in nord Africa. Qui a Tobruk era stato catturato dagli eserciti Inglesi e aveva vissuto la prigionia per quattro lunghi anni in Inghilterra, da dove, poi, era tornato a Roccalbegna». Alceste, rimasto vedovo della moglie Pierina Fedeli, è stato un gran lavoratore e per tutta la vita ha fatto l’agricoltore. Arguto e comunicativo è oggi ancora perfettamente lucido e in grado di muoversi, sebbene da qualche tempo abbia qualche difficoltà a parlare e dunque non sia più loquace come una volta.
Eppure una battuta non la risparmia. Infatti a chi gli fa la domanda di rito, e cioè quale mai sia il segreto per arrivare a questa veneranda età, lui invariabilmente e con ironia risponde: «Perché non sono morto prima!».
FIORA BONELLI
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