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Cartelle esattoriali al Pizzetti Partono i ricorsi dei proprietari

Enrico Pizzi
Cartelle esattoriali al Pizzetti Partono i ricorsi dei proprietari

Le cifre vanno dai 18 ai 20mila euro, l’avvocato Pollini ne ha già depositati alcuni Contestata la forma con cui viene richiesto il pagamento da parte del Comune

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GROSSETO

I primi quattro ricorsi sono stati già depositati, altri ne arriveranno, piano piano, a pioggia.

Sarà un diluvio di ricorsi contro le cartelle esattoriali che dalla fine di luglio hanno cominciato ad arrivare nelle case degli assegnatari del Peep Pizzetti. Ieri sera l’avvocato Sabrina Pollini ha riunito una quindicina di assegnatari già sul piede di guerra, per spiegare loro quello che, con altri, ha iniziato a fare. «Sono arrivate dall’agenzia delle entrate le cartelle esattoriali – spiega l’avvocato Pollini – e si tratta di cifre che vanno dai 18 ai 20mila euro per assegnatario. Qualcuno, in pochi per la verità, ha pagato e in qualche caso si è anche pentito, ma la maggior parte degli assegnatari stanno facendo ricorso. Per quello che mi riguarda alcuni ricorsi li ho già depositati».

C’è un elemento, in particolare, che l’avvocato Pollini contesta, ed è la forma con cui viene richiesto il pagamento del conguaglio degli oneri di esproprio. In pratica le cartelle arrivano come se si trattasse di tributi o di multe, invece si tratta di oneri di esproprio. «Non c’è un titolo esecutivo ai sensi del codice di procedura civile – spiega ancora l’avvocato – il Comune avrebbe dovuto fare un’ordinanza di ingiunzione, ma il recupero coattivo, in quel caso, sarebbe stato a carico loro».

In sostanza, il Comune ha considerato come titolo esecutivo la raccomandata inviata agli assegnatari il 28 dicembre del 2015 nella quale, chiedendo di suddividere e saldare il debito, si spiegava la situazione, derivata dalla sentenza della Corte d’Appello di Firenze, che dava ragione alle precedenti proprietarie dei terreni in merito al conguaglio sul prezzo di esproprio, e si spiegava della transazione avvenuta con le sorelle Cavalli che aveva ridotto il debito a poco meno di 7 milioni di euro.

Ma non c’è solo una contestazione della forma. «A mio parere – dice l’avvocato Pollini – la clausola che fa riferimento al conguaglio, nelle convenzioni tra il Comune e le cooperative costruttrici e solo genericamente richiamata nei contratti con gli assegnatari, è vessatoria. Nella realtà, finisce per chiedere all’assegnatario un prezzo, per l’abitazione, che è pari a quello di mercato, niente a che vedere con l’edilizia economica e popolare che, tra l’altro, vincola per la successiva vendita o locazione degli appartamenti».

I ricorsi, al momento, sono finalizzati a ottenere la sospensione delle cartelle, ma «dobbiamo valutare, in altra sede, di chiamare in causa anche le cooperative che hanno costruito» dice l’avvocato Pollini.

Come se non bastasse, poi, un’ulteriore incognita deriva da un’altra partita, quella del terreno ceduto bonariamente da Guglielmini. Gli eredi si sarebbero riservati, infatti, di verificare gli atti. —

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