Sicurezza
Sindaco soddisfatto ma per gli avversari vince per un cavillo
la polemicaSul pronunciamento del Presidente della Repubblica, ieri, è scoppiata una polemica interpretativa, con botta e risposta tra il primo cittadino e i ricorrenti. «La notizia – commenta...
la polemica
Sul pronunciamento del Presidente della Repubblica, ieri, è scoppiata una polemica interpretativa, con botta e risposta tra il primo cittadino e i ricorrenti.
«La notizia – commenta Antonfrancesco Vivarelli Colonna – ha una doppia valenza: perché da una parte ci permette di continuare a lavorare in tranquillità, con rinnovata passione e dedizione, ai progetti che cambiano in meglio il volto di Grosseto e la qualità di vita dei cittadini. Dall’altra ci dimostra quanto fosse infondata e pretestuosa l’azione del centrosinistra».
La pensa in modo opposto il consigliere (e avvocato) Carlo De Martis. «Il Presidente della Repubblica – scrive – ritenendo inaccoglibili le difese del Comune, ha affermato che il sindaco di Grosseto ha violato la legge per aver nominato una giunta composta da un numero insufficiente di donne. Il provvedimento impugnato, si legge nel parere, appare non conforme alla norme. È vero anche – prosegue De Martis – che il decreto del Presidente della Repubblica ha giudicato inammissibile il ricorso per ragioni formali, che rispettiamo ma non condividiamo. In pratica si afferma che le uniche legittimate a proporre ricorso contro il sindaco sarebbero state le consigliere di maggioranza... In altre parole il sindaco l’ha fatta franca per il più classico dei cavilli processuali, ed è sconcertante ascoltare le dichiarazioni che ha rilasciato, in cui afferma esattamente l’opposto di quanto sostenuto dal Presidente della Repubblica. Ma c’è poco da stupirsi. È lo stesso sindaco che non più di sei mesi fa veniva sanzionato dall’Agcom, l’Autorità garante per le comunicazioni per aver abusato del proprio ruolo istituzionale in campagna elettorale».
Vivarelli Colonna tira dritto. «Ogni volta che il centrosinistra cerca di contrastare questa amministrazione per via giudiziaria e non politica – dice – ci fa sostenere costi enormi e ci fa perdere tempo prezioso. Invece di confrontarsi sulle idee, invece di rassegnarsi al fatto di aver perso le elezioni, l’opposizione si dimena inutilmente nel tacciare l’amministrazione di agire nell’illegalità. Così non si rende certo un servizio ai cittadini: mi auguro che questa pessima figura che il centrosinistra ha collezionato possa essere di lezione». Lezione che De Martis non accetta. «Comprendiamo – conclude – che il sindaco voglia stare al passo con il suo idolo Salvini, ma se intende rappresentare seriamente una comunità deve capire che la legalità non è un optional, così come non è un optional il rispetto delle minoranze. La finisca di prendere in giro i cittadini raccontando frottole e passando le giornate a organizzare cerimonie di inaugurazione per la terza buca tappata in due anni, e cominci a lavorare seriamente per il bene della città». Nel centrosinistra però non tutti la pensano come De Martis. Sui social c’è chi si smarca, come l’avvocato ed ex dirigente Christian Sensi, iscritto al Pd, e che definisce il ricorso bocciato un «tragico buco nell’acqua» invitando la minoranza e il partito a «fare opposizione sulle delibere, in consiglio e tra la gente, non nei tribunali perché così facendo si trasforma Vivarelli Colonna in uno statista». —
GABRIELE BALDANZI
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