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Quote “poco” rosa, stoppato il ricorso del centrosinistra

Gabriele Baldanzi/
Quote “poco” rosa, stoppato il ricorso del centrosinistra

La Presidenza della Repubblica: «La scelta non lede i diritti della minoranza» Dichiarata perciò inammissibile l’azione intrapresa dal centrosinistra 

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Non dev’essere annullata la disposizione del sindaco 161 del 27 giugno 2016, né la conseguente delibera di consiglio comunale 32 del 6 luglio sulla comunicazione dei nominativi dei componenti della nuova giunta.



Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha giudicato inammissibile il ricorso dei consiglieri di opposizione del Comune di Grosseto - quelli di centrosinistra - riguardo al presunto non rispetto delle quote rosa nel governo guidato da Antonfrancesco Vivarelli Colonna, accusato d’aver snobbato la componente femminile. Una decisione attesa da due anni. Il ricorso, esaminato nel corso del 2018, è stato respinto il 10 agosto scorso perché i firmatari (tutti) non erano legittimati a rivolgersi alla giustizia, di fatto non danneggiati dalla decisione assunta dal sindaco e dal conseguente atto, definito “non lesivo” dei diritti in capo al consigliere di minoranza, meno che mai del cittadino non consigliere. A dire il vero anche l’argomentazione prospettata nella memoria difensiva del Comune di Grosseto è stata dichiarata dal giudice non accoglibile e una parte della documentazione “priva di data certa”.



Ad autotassarsi e firmare il ricorso erano stati i consiglieri comunali Marilena Del Santo, Rinaldo Carlicchi, Lorenzo Mascagni, Carlo De Martis, Marco Di Giacopo, Catuscia Scoccati, Manuele Bartalucci e Ciro Cirillo, i segretari di Pd e Psi Marco Simiani e Francesco Giorgi, e alcuni candidati e responsabili delle liste che sostenevano la candidatura Mascagni, vale a dire Francesca Fazzini, Leonardo Culicchi, Antonio Rizzo Pinna, Franco Crovetti, Walter Lunardi, Fabio Favali e Daniela Piandelaghi.



Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica era stato presentato il 24 ottobre 2016. A scriverlo era stato l’avvocato Paolo Bastianini. Il Comune di Grosseto ne aveva curato la trasmissione al dipartimento degli Affari territoriali del Ministero dell’Interno e quest’ultimo, poi, al presidente della Repubblica. La politica dell’equilibrio tra i due sessi nel governo cittadino era stata fin dall’insediamento oggetto di dibattito politico, motivo di chiacchiere e schermaglie. A metà settembre di due anni fa i consiglieri d’opposizione si erano rivolti al difensore civico regionale (ottenendo un pronunciamento favorevole) per la mancata rappresentanza femminile in giunta e la violazione della cosiddetta Legge Delrio, che prevede che ogni genere sia rappresentato per almeno il 40%. Dopo riunioni e pareri legali il Pd (e i cespugli) aveva deciso di procedere con il ricorso straordinario alla massima carica dello Stato, evitando il Tar. —

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