Sicurezza
Ailanto, la pianta-killer sta devastando l’Amiata L’allarme dei botanici
CASTEL DEL PIANOAilanthus. Una delle piante maggiormente infestanti che arrivò dall’Oriente una ventina di anni or sono, sta invadendo anche l’Amiata. Per la verità l’allarme è nazionale, ma anche...
CASTEL DEL PIANO
Ailanthus. Una delle piante maggiormente infestanti che arrivò dall’Oriente una ventina di anni or sono, sta invadendo anche l’Amiata. Per la verità l’allarme è nazionale, ma anche nella montagna amiatina, ricca di biodiversità di cui molti invocano la salvaguardia, c’è una massiccia infestazione di essa. È Un vero pericolo per il patrimonio arboreo. Castel del Piano ne è sommerso: via dei Mille, Prataccio, via dei 4 Cerri, via delle Miniere, il laghetto dei cigni, le aree verdi nel centro cittadino come il Piazzone o piazza Nassirya. Crescono alla velocità di un fulmine, e anche se sono piccole sono piante che si tolgono con estrema difficoltà: «E i loro semi elicoidali – avverte Renzo Bonelli, esperto di piante, che per primo ha lanciato l’allarme, e al quale fanno coro numerosissimi cittadini che hanno l’ailanto sotto casa – si diffondono e mettono radici dappertutto, non solo nei paesi, ma anche nelle campagne. Castel del Piano ne ha migliaia di piante di ailanto che cominciano a estendersi anche ad Arcidosso. Le radici di questa pianta – spiega – sono dei veri tentacoli che arrivano, allargandosi, ad essere lunghi anche 30 metri. E questo impianto radicale è talmente invasivo che risulta molto difficile da eliminare; le radici che possono seccare le nostre piante autoctone avvolgendole e soffocandole. In via de’Mille a Castel del Piano gli ailanti sono giganteschi».
«È una pianta infestante che fu importata in Italia per rafforzare rapidamente le scarpate delle linee ferroviarie e che poi ha invaso ogni angolo del nostro paese – spiega Gaetano Pedone, esperto di ambiente – L’ailanto, con le sue foglie lunghe e lanceolate, sta modificando paesaggi e ambienti». «Il vero pericolo – aggiunge Bonelli – è che si alimenta attraverso le radici succhiando la linfa dagli altri alberi e li fa seccare, prendendo il loro posto. Tagliarli? Inutile ed anzi dannoso, perché ricrescono più forti di prima. Bisognerebbe estirparli, ma è un’operazione pressoché impossibile quando sono adulti. Bisognerebbe usare diserbanti, farli seccare e poi tagliarli. Ma qualcosa va fatto. Bisogna ci pensino botanici o esperti forestali».
La proposta che arriva da qualcuno è che il sindaco di Castel del Piano emetta un’ordinanza che, col supporto degli esperti, imponga ai privati di togliere per lo meno le piante che si trovano nelle proprietà private: tanto per cominciare. –
FIORA BONELLI
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