Il dolore
Unicoop apre sull’integrativo: «Parliamone»
Da Vignale arriva la replica ai sindacati che hanno indetto uno sciopero: «Nessuna disdetta, vogliamo solo rivederlo»
Non tutto sembra perduto sul contratto integrativo aziendale dei dipendenti Unicoop che il 26 settembre incroceranno le braccia per tutto il giorno. Vignale Riotorto conferma l’intenzione di rimetterci mano ma non, come si dice in gergo sindacale, unilateralmente. «Essendo vecchio di oltre 12 anni – spiega la società in una nota – ha prodotto nel tempo trattamenti diversi fra i dipendenti». E così «Unicoop Tirreno ha invitato le organizzazioni sindacali a ridiscuterlo insieme». Basterà questo per mettere in stanby la giornata di astensione proclamata da Cgil, Cisl e Uil? Vedremo.
Tornano tesi i rapporti tra il colosso cooperativo da una parte e i dipendenti e i sindacati confederali dall’altra. Il 5 settembre si è svolto un incontro tra le due parti, dopodiché Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno deciso per lo sciopero. «Unicoop ha annunciato l’intenzione di “disdettare” il contratto integrativo» aveva annunciato qualche giorno fa al Tirreno Massimiliano Stacchini di Filcams Cgil Grosseto: è questa è una delle principali motivazioni (anche se non l’unica) che ha indotto all’iniziativa. Secondo i calcoli del sindacato, se Unicoop desse disdetta al contratto integrativo – che alla società costa complessivamente 10 milioni all’anno – il 75% dei circa mille dipendenti della rete dei negozi della Provincia di Grosseto (cioè coloro che hanno i “vecchi” contratti) perderebbe in busta paga da 50 ad oltre 200 euro netti, a seconda della qualifica e dell’anzianità di servizio; non trascurabile sarebbe anche l’effetto a cascata – per tutti – sull’indennità che scatta per il lavoro festivo e per quello notturno.
I giochi, però, non sarebbero ancora chiusi e ci sarebbe margine – almeno secondo Unicoop – per trovare un accordo: «L’obiettivo è avere un nuovo integrativo fondato sul principio di equità nei trattamenti – si legge nella nota che arriva da Vignale Riotorto – sulla corrispondenza tra costi e risultati aziendali e funzionale al piano di rilancio della Cooperativa. Unicoop Tirreno si attende ora l’apertura di un confronto sul merito delle questioni poste».
Non solo. Lo sciopero (indetto a livello nazionale) è motivato anche dall’annuncio nell’incontro del 5 settembre «della chiusura di otto punti vendita nel Lazio» hanno riferito i sindacati che temono anche per la rete toscana; a tale proposito Unicoop precisa che non si tratterà di chiusure ma eventualmente di cessioni per le quali sta trattando con un altro operatore commerciale. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
