Il Tirreno

Grosseto

pianeta scuola 

Novecento studenti imparano tutti i rischi del mestiere

Gabriele Baldanzi/
Novecento studenti imparano tutti i rischi del mestiere

Gli alunni di quattro istituti superiori coinvolti in un grande progetto formativo Ieri la fase finale: obiettivo favorire stage e stringere i rapporti con le imprese

3 MINUTI DI LETTURA







I percorsi di alternanza scuola-lavoro, che coinvolgono tutti gli studenti di terza, quarta e quinta delle istituti superiori, prevedono una formazione generale in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

A Grosseto, due anni fa, quattro scuole - il Polo liceale Aldi, il Liceo Rosmini, il Polo amiatino Da Vinci - Fermi e il Polo Bianciardi (quest’ultimo come capofila) - hanno avviato un progetto per approfondire la Legge 81 del 2008, in collaborazione con l’Inail, con l’Ispettorato del lavoro e con l’agenzia formativa L’Altra Città. Il progetto ha offerto a circa novecento ragazzi in alternanza scuola-lavoro informazioni e conoscenze, normalmente rivolte ai dipendenti, sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, per favorire un più efficace inserimento negli stage. Ieri, nel corso dell’evento finale del progetto, condotto dalla dirigente Daniela Giovannini, è stato fatto il punto sulle varie tipologie di attività formative realizzate, su quanto recepito dagli studenti e sui rischi generali e specifici che si possono incontrare nelle attività di stage incluse nell’alternanza scuola-lavoro. La progettazione dell’alternanza prevede, tra i molti aspetti, anche il rapporto stretto con le imprese, attraverso le quali le situazioni lavorative assumono valenza didattica. A questo proposito Anna Rita Bramerini ha portato il contributo di Cna, spiegando che le convenzioni con le imprese prevedono diversi obblighi e pongono alle imprese stesse la necessità di dare agli studenti, al pari dei lavoratori, conoscenze e informazioni sul tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. Il rapporto tra le imprese e le scuole partner ha tuttavia evidenziato le difficoltà delle imprese di trasmettere agli studenti il senso delle norme sulla sicurezza. La scarsa esperienza, oltre che la mancanza di conoscenze, a volte non permette agli studenti di immaginare le conseguenze dei loro gesti lavorativi, i rischi connessi ai comportamenti, i costi che derivano per l’azienda, ma anche per i lavoratori, dal mancato rispetto delle norme. «La sicurezza sul lavoro - ha detto Carmine Cervo, direttore territoriale dell’Inail (area Livorno-Grosseto) - è un tema importante la cui rilevanza nella vita delle persone è testimoniata dai tragici fatti di cronaca, ma anche e costantemente dallo sforzo profuso da imprese, enti istituzionali di controllo e lavoratori per aumentare le competenze e le capacità di affrontare i diversi mestieri e ambienti di lavoro nel modo più sicuro. Questa consapevolezza ha anche una dimensione culturale e l’impegno nelle scuole rappresenta la sfida da anni affrontata attraverso la formazione degli studenti». Sulla stessa lunghezza d’onda Maria Francesca Santoli (direzione dell’Ispettorato del lavoro di Grosseto): «La pratica didattica consolidata dell’alternanza scuola-lavoro - dice - rende indispensabile un buon uso degli strumenti formativi che permettano agli studenti di affrontare le esperienze loro proposte in azienda nel modo più corretto possibile. Noi ci sentiamo parte di questo progetto». Andrea Caldelli de L’Altra Città ha infine dettagliato i numeri del progetto “Sicuri in Alternanza”, finanziato dalla Regione Toscana: 38 percorsi di formazione per un totale di 224 ore di formazione e 900 studenti coinvolti. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa