Il Tirreno

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sos in via cipro 

Buche profonde 15 centimetri «Una zona dimenticata»

Alfredo Faetti
Buche profonde 15 centimetri «Una zona dimenticata»

Residenti protestano. Alberi secchi, rami spezzati, cumuli di rifiuti dietro una siepe «Abbiamo provato a fare segnalazioni al Comune, ma niente si è risolto»

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GROSSETO

La via si chiude in una piccola rotatoria, circondata da cassonetti e vegetazione. A un primo colpo d’occhio tutto sembrerebbe in ordine, ma basta soffermarsi un secondo per vedere i vari problemi. Alberi secchi, altri con rami spezzati e lasciati a mezza altezza, i cumuli di rifiuti ben nascosti sotto a un’enorme siepe. Talmente grande da ricoprire per intero la cabina dell’Enel.

«È una zona dimenticata», dicono i residenti. Ma quale siano le condizioni di via Cipro è facile intuirlo non appena si imbocca la strada, dove l’asfalto è scandito da buche profonde anche quindici centimetri. Raffaele Palmieri porta il metro. «Chi ha l’auto nuovo passa piano e chi ha l’auto vecchia imbocca la via schivando le buche, altrimenti spacca tutto sul posto», spiega, circondato da una decina di altri residenti.

Mentre le persone raccontano del loro disagio, passano le auto e tutte rallentano la loro corsa non appena entrano nella strada: le buche del resto sono ben visibili.

Via Cipro è una traversa di via Svizzera e di fatto è un vicolo cieco. Se non hai la casa o qualche amico, è difficile capitare in questa periferia grossetana, che oggi come oggi appare come una zona di frontiera, dove l’autorità non arriva e le persone sono costrette ad arrangiarsi. Ma in realtà, in via Cipro, non posso fare neanche quello. Ci sono rami spezzati da mesi, ancora penzolanti dal tronco. «Abbiamo chiesto se potevamo tagliarli noi, ma il Comune ci ha detto di no», spiegano i residenti. Problema simile è arrivato alcuni anni fa, quando il pozzo che rifornisce le riserve private per annaffiare i giardini è crollato, e nessuno l’ha ricostruito. Anche stavolta, spiegano i residenti, spetterebbe al Comune. «Abbiamo proposto di pagare noi l’acqua che andremmo a consumare – dicono – Ma non finché non viene ricostruito non è possibile fare nulla». Continuando a voltare lo sguardo in giro, è impossibile non notare il gigantesco cespuglio di siepe che ricopre la centralina dell’Enel.

«In trent’anni sono venuti solo una volta a tagliarla, quando la cabina ha preso fuoco – continuano i residenti – Poi basta, anche lei è stata dimenticata nonostante le segnalazioni». E intanto, sotto le sue fronde, gli incivili vengono ad abbandonare ogni sorta di rifiuti, compresi calcinacci messi insieme da chissà quale lavoro domestico.

La gente di via Cipro ha provato a segnalare questi problemi, ma non ha ricevuto risposta. Più di una persona ha telefonato all’Urp, ma senza risultato. Palmieri invece ha provato a passare dal portale del sito del Comune per le segnalazioni. I disagi sono stati presi in carico, ma ancora una volta picche. «Così siamo stati dimenticati e quando piove ci ritroviamo con le strade ricoperte d’acqua, visto che i tombini sono pieni di arbusti. Abbiamo segnalato anche quelli, ma non è venuto nessuno a toglierli», concludono i residenti. —



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