La manifestazione
Reti bucate dai delfini, la denuncia dei pescatori
Esposto in Capitaneria. «ll nostro lavoro va perso, siamo esasperati». Si chiedono fondi a sostegno del settore
«Un danno da diverse migliaia di euro». Così è riportato sulla denuncia presentata all’Ufficio locale marittimo di Porto Ercole da Antonio Causa, pescatore di origine napoletana da anni trapiantato all’Argentario. Un danno provocato dai delfini alcuni giorni fa. Non è la prima volta e - teme lui - non sarà nemmeno l’ultima.
Il pescatore parla anche a nome di altri rappresentanti della “piccola pesca portercolese”: Piero Pucci, Roberto Sclano, Raffaele Chiocca e Renzo Scarmiglia. Con le loro imbarcazioni praticano la pesca col tramaglio. Causa è talmente esasperato che ha denunciato tutto alla Capitaneria. «Quando sono andato a ritirate le reti che avevo gettato il giorno prima – ha riportato nero su bianco - ho visto che erano completamente distrutte: erano piene di buchi molto grandi».
I delfini ovviamente lo fanno in maniera inconsapevole: sono a casa loro, ma di fatto provocano un danno grave. Causa e gli altri pescatori si erano già fatti sentire oltre un anno fa scrivendo al quotidiano Il Tirreno. «Non è successo nulla – aggiunge – nessuno ci ha aiutato. Nessuno ci tutela. Noi con questo lavoro portiamo avanti le nostre famiglie. Non possiamo andare avanti così. Sono solo danni quelli che subiamo. Abbiamo bisogno di aiuto».
Il pescatore è disperato, così come lo sono gli altri colleghi. Se non portano a casa il pesce, non portano a casa il sostentamento per le loro famiglie. «Non sappiamo come – continua Causa – ma chiediamo che sia previsto una sorta di rimborso per chi, a causa di questi danni straordinari, è costretto a ricomprare le reti».
Con le reti bucate non si pesca. E se si rompono e devono essere sempre ricomprate il gioco non vale la candela. «Ci piacerebbe che il Governo pensasse alle nostre necessità, che ci tutelasse in qualche maniera. I delfini sono protetti e siamo d’accordo. Nessuno vuol far loro del male, anzi. Noi chiediamo però che le istituzioni ci vengano incontro in qualche maniera, magari stanziando fondi speciali dovuti ai danni, in pratica come accade per i danni per i cinghiali, per le predazioni. “Viviamo di pesca. Senza reti non possiamo pescare. Comprare reti nuove costa e noi tutte queste spese non le possiamo sostenere. Speriamo che qualcuno accolga la nostra richiesta», conclude in maniera accorata il pescatore. —
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