Sicurezza
«Giuseppe è morto, mi ha cresciuto come se fossi un figlio»
Sua madre è stata per trent’anni l’amante dell’imprenditore Faceva il pizzaiolo insieme a Niccolini, nel loro ristorante
GROSSETO
È cresciuto con quell’uomo arrivato dall’Italia, lo ha considerato un padre a tutti gli effetti, ha condiviso con lui trent’anni di vita. Marcin Ziemann, oggi, di anni ne ha 31 e da 16 fa il pizzaiolo, proprio come faceva Giuseppe Niccolini a Torun, in Polonia, città dove si era trasferito dopo aver chiuso l’azienda di Castiglione della Pescaia. A Grosseto però era rimasta la moglie Ivana Cesaretti e due figlie: una di loro, Roberta, si è trovata martedì scorso un ragazzo sulla porta di casa che le ha detto che il padre non era morto ma che era tenuto prigioniero. Da quel momento, la famiglia di Niccolini è piombata in un incubo e ora chiede che sia fatta luce sull’intera vicenda.
«Roberta sapeva che nostro padre era molto malato - spiega Marcin Ziemann - Abbiamo informato la famiglia in Italia spiegando loro cosa stesse succedendo, dal ricovero in ospedale in poi. Le sue condizioni si erano aggravate molto e quando è morto abbiamo mandato loro anche le foto della bara».
Marcin è cresciuto con Giuseppe. Aveva un anno, quando è cominciata la relazione con sua madre e Niccolini gli ha fatto da padre. «Poi, quasi dieci anni dopo - aggiunge - è nato mio fratello Michal. Lui ha il cognome di Giuseppe, è figlio suo».
In Italia, Roberta vuole solo sapere la verità sulla morte di suo padre. La risposta di Marcin, ovvero che Giuseppe è morto all’ospedale e che è stato sepolto in un cimitero polacco, non le basta. Come non le bastano le foto della tomba dell’imprenditore. «Le ho fatte io quelle foto - dice ancora l’uomo - per farle avere alla famiglia. Ci siamo mandati molti messaggi io e Angelica, la nipote di Giuseppe. Le ho raccontato tutto quello che era successo e le ho anche fatto avere il certificato di morte». Documento, però, che contiene un’informazione errata e che per Ivana e Roberta, è stato falsificato. Lo stato civile indicato, infatti, è “divorziato” ma Giuseppe non si era mai separato da Ivana pur vivendo in Polonia. «Qua da noi la legge è diversa - dice - se una persona non vive con la moglie o con il marito per alcuni anni, il divorzio è automatico». Una spiegazione che non convince la figlia Roberta che è decisa, lei che non voleva che suo padre fosse operato in Polonia e aveva chiesto alla compagna di Giuseppe di farlo rientrare in Italia. —
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