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Grosseto

la proposta 

Cgil, Cisl e Uil: «Servono i benefici per le aree in crisi»

Cgil, Cisl e Uil: «Servono i benefici per le aree in crisi»

I sindacati chiedono  per la Maremma lo status accordato a Piombino  e a Livorno per rilanciare l’economia della Provincia  

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GROSSETO. I territori vicini, come Piombino e Livorno, danno spunto per una proposta: fare della Maremma un’area di crisi complessa. È questa la proposta dei sindacati riuniti Cgil, Cisl e Uil, alla luce dello studio del Sole 24Ore sul reddito pro capite (Grosseto è la provincia con la media più bassa del centro nord Italia) e i commenti che ne sono seguiti. «Se come tutti dicono questo territorio è sull’orlo del baratro, allora dobbiamo fare in fretta e mettere da parte i motivi di contrasto – si legge in una nota unitaria – Siamo convinti sia determinante ottenere il riconoscimento di “area di crisi complessa”, e per questo proponiamo di istituire subito un “tavolo territoriale di confronto” che individui in breve obiettivi e strategie condivise».

A prendere posizione i segretari provinciali Claudio Renzetti (Cgil), Fabrizio Milani (Cisl) e Federico Capponi (Uil). «I numeri ci dicono incontestabilmente che negli ultimi dieci anni sono venute meno 10mila unità di lavoro, equivalenti in termini di ore ad altrettanti posti di lavoro full time e che c’è stato un sostanziale abbassamento del reddito medio pro capite».

Da qui l’invito ad istituire con effetto immediato un tavolo territoriale di confronto aperto a tutte le parti istituzionali ed imprenditoriali interessate, «a partire da chi, al governo nazionale, è espressione del territorio – continua la nota – passando per chi amministra ed indirizza le politiche della Regione, fino ad arrivare alle istituzioni locali declinate sul territorio quali sindaci, presidente della Provincia, della Camera di commercio e delle associazioni imprenditoriali». Il riconoscimento di un’area di crisi complessa significa ottenere delle agevolazioni in grado di sbloccare la situazione economica. «L’area di crisi complessa, inoltre, declinata nel rafforzamento del settore manifatturiero, in particolare dell’agroalimentare, renderebbe attrattivo questo territorio attraverso il completamento delle infrastrutture e l’incentivazione fiscale» concludono i sindacati.

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