Il Tirreno

Grosseto

l’allarme 

Maremma ultima per reddito «Più digitale»

Alfredo Faetti

La ricetta di Confartigianato per far ripartire l’economia della provincia: investire su agricoltura e turismo e abbassare la burocrazia

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FOLLONICA

Puntare su agricoltura e turismo a livello locale, cercando di spingersi controtendenza rispetto al livello nazionale per quanto riguarda burocrazia e digitalizzazione.

È questa la ricetta di Confartigianato Imprese Grosseto per far ripartire l’economia maremmana, messa sul tavolo dopo lo studio del Sole 24Ore che vede Grosseto come ultima provincia del centro nord Italia per reddito procapite. «Un campanello d’allarme, se ancora ce ne fosse stato bisogno – commenta il segretario generale Mauro Ciani – che non possiamo non tenere in considerazione ma che nel contempo ci spinge a una riflessione più ampia». E la riflessione spinge verso nuovi asset.

«Non possiamo pensare che la soluzione sia demandata esclusivamente al manifatturiero che, seppur in passato è stato florido, non ha trovato nel tempo un contesto idoneo per radicarsi – dice Ciani – Abbiamo gap difficilmente superabili in tempi brevi: dalle infrastrutture alla logistica».

A rafforzare la sua tesi offre dei dati: 30mila imprese in provincia sono per il 97% classificabili come microimprese con meno di 10 dipendenti, dato peraltro tendenzialmente maggiore rispetto al nazionale.

«Dobbiamo avere ben chiari gli asset su cui lavorare e sui quali intervenire con progettualità che coinvolgono anche il pubblico – riprende il segretario Confartigianato – Il turismo e l’agricoltura in tutte le loro declinazioni, come sosteniamo da tempo, sono due settori su cui poter investire e sui quali ricollegare tutto il nostro tessuto economico e culturale. Serve identificarli con un brand, “Maremma”, che esalati contemporaneamente il territorio con tutte le sue specificità e le sue eccellenze e le caratterizzi in un contesto di forte competizione globale». Una ricetta che può essere cucinata facendo dialogare tutti gli attori coinvolti, pubblici e privati. Allo stesso tempo, però, vanno risolte grane di calibro nazionale. «In primo luogo il peso della burocrazia, che in Italia è molto più elevato rispetto alla media dell’Europa – spiega Ciani – L’84% degli imprenditori italiani ritiene un problema per la sua attività la complessità delle procedure amministrative». Non solo. «Altra criticità è rappresentata dall’innovazione digitale– prosegue il segretario – Un’analisi segnala che i Comuni italiani gestiscono completamente via web soltanto il 3% dei servizi maggiormente richiesti dalla popolazione e solo il 16% degli italiani utilizza i moduli online delle pubbliche amministrazioni». Ecco allora che occorre lavorare su questi temi per rilanciare la Maremma. «Iniziare a programmare azioni che snelliscano la burocrazia che, come sanno bene gli imprenditori, ha un’accezione molto ampia è la condizione preliminare per rifondare quell’ottimismo imprenditoriale ormai ridotto ai minimi termini – conclude Ciani – Ottimizzare la digitalizzazione, offrendo la possibilità alle aziende di snellire le pratiche in tempi brevi e certi». —

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