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Grosseto

la vertenza 

Unicoop, autunno caldo e buste paga più leggere

Giovanna Mezzana
Unicoop, autunno caldo e buste paga più leggere

I sindacati: «La società ha annunciato la disdetta dell’integrativo, è sciopero» Cgil calcola gli effetti: da 50 a più di 200 euro in meno per il 75% degli addetti

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GROSSETO. L’autunno caldo dei dipendenti Unicoop è già cominciato: il 26 settembre incroceranno le braccia, tutto il giorno, per aderire a uno sciopero nazionale indetto da Cgil, Cisl e Uil e mentre a Roma si parlerà di loro, al tavolo ministeriale. È una rivendicazione economica – gli stipendi si assottiglieranno, secondo i timori e i calcoli dei sindacalisti – ma non solo. Per esempio, riemergono i timori per eventuali chiusure di punti vendita – anche in Maremma e sulle Colline Metallifere – e per la tutela dei posti di lavoro garantiti dal “patto” del 9 maggio 2017 siglato tra Unicoop e sindacati. Si addensano di nuovo nubi all’orizzonte per l’ex Proletaria che ha chiuso il 2017 con un risultato di esercizio in perdita di 23, 5 milioni di euro (si legge nei comunicati del sito web della Filcams Cgil nazionale).

Il 5 settembre si è svolto un incontro tra sindacati e società. Dopo questo confronto Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno deciso per lo sciopero. «Unicoop ha annunciato l’intenzione di “disdettare” il contratto integrativo» sottolinea Massimiliano Stacchini di Filcams Cgil Grosseto. Se ciò avvenisse, ci sarebbero effetti non trascurabili sui salari dei dipendenti che lavorano nella rete dei negozi; Filcams Cgil stima una corrosione da 50 ad oltre 200 euro netti, a seconda della qualifica e dell’anzianità di servizio; questa perdita riguarderebbe il 75% dei circa 1. 000 dipendenti di tutti i punti vendita Coop della provincia di Grosseto, cioè tutti coloro che hanno i “vecchi” contratti. Ma anche i dipendenti (full time e part-time) assunti più recentemente subirebbero conseguenze: diventerebbe più leggera, per esempio, l’indennità che scatta per il lavoro festivo e per quello notturno.

Il problema è: quanto costa il lavoro a Unicoop, «che lamenta un costo per ora di lavoro produttivo di 24 euro con un’incidenza sul fatturato del 12%», si legge sulla sezione dedicata alla vertenza del sito web della Filcams Cigl nazionale. L’ex Proletaria, dunque, «ritiene necessario superare i costi fissi che derivano dall’applicazione del contratto integrativo aziendale (10 milioni di euro all’anno)» si legge ancora sul sito web della Filcams nazionale. In bilico c’è anche l’intesa del maggio 2017, cappello della tutela occupazionale. «Siamo pronti a batterci – dice Stacchini – Siamo convinti che il male non stia nel costo del lavoro, bensì nelle scelte sbagliate che si sono susseguite». «Per la migliore gestione del costo del lavoro – è il commento di Unicoop dopo l’incontro – la Direzione invita i sindacati a ridiscutere insieme il contratto integrativo con l’obiettivo di un nuovo integrativo fondato su maggiore equità, sulla corrispondenza tra costi e risultati e funzionale al piano di risanamento».

Unicoop ha annunciato anche «la chiusura di 8 punti vendita nel Lazio – dettaglia Stacchini e la possibilità di chiudere negozi in Toscana». Per ora non c’è una lista nera «ma prima dell’accordo, in Provincia di Grosseto – ricorda Stacchini – ce ne erano cinque a rischio chiusura: a Grosseto lo store di via Pisacane e via Pirandello, quello di Gavorrano, di Sticciano e Porto Santo Stefano». –


 

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