Il Tirreno

Grosseto

lotta al caporalato 

Più controlli nelle aziende e niente contributi regionali

Più controlli nelle aziende e niente contributi regionali

L’inasprimento delle sanzioni nel primo atto firmato  dal capogruppo del Pd  in consiglio regionale: verifiche anche nelle società maremmane

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GROSSETO

«Il caporalato è una vergogna che esiste anche nella nostra regione e con gli arresti degli ultimi giorni, purtroppo, ne abbiamo avuto ancora una volta la prova. Il mio plauso alle forze dell’ordine che hanno portato avanti le indagini e sgominato l’organizzazione criminale che sfruttava i lavoratori; un epilogo che al contempo ci amareggia perché mette a nudo una realtà che non ci piace: la Toscana è terra di civiltà e di diritti, non di illegalità».

A dirlo è il capogruppo del Pd in consiglio regionale Leonardo Marras dopo gli arresti effettuati dai carabinieri nell’ambito dell’operazione “Agri Jobs” grazie alla quale i militari sono arrivati anche in alcune aziende agricole nel comune di Gavorrano.

«Non ci scoraggeremo, il primo atto a contrasto del caporalato l’ho firmato io stesso a pochi mesi dall’inizio della legislatura, da lì molta strada è stata fatta, anche grazie all'impegno del presidente Rossi - dice ancora Marras - su tutti i provvedimenti voglio ricordare: l’inasprimento dei controlli, il diniego dei contributi alle aziende che hanno procedimenti in corso per reati in materia di lavoro e l’accordo con le Procure toscane per rafforzare il sistema di monitoraggio e verifica. Da allora è cambiata anche la legislatura nazionale, la legge che porta la firma dell’ex ministro Maurizio Martina è stato uno step fondamentale per il nostro Paese e già oggi ne vediamo i frutti. Andiamo avanti sulla strada tracciata, la Toscana può essere d’esempio per le altre regioni». —

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