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Isgrec, i primi 25 anni «La nostra sfida si chiama ricerca»

Sara Landi
Isgrec, i primi 25 anni «La nostra sfida si chiama ricerca»

Il presidente Luca Verzichelli indica le linee di lavoro «Vogliamo entrare in sintonia con la società locale»

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GROSSETO

Il 2 giugno 1993 nasceva in città per volontà di un gruppo di studiosi e con il sostegno del Comune l’Istituto Storico Grossetano della Resistenza e dell’Età Contemporanea (Isgrec) che appartiene alla rete nazionale coordinata dall’Istituto nazionale Ferruccio Parri di Milano (oltre sessanta le strutture associate e una decina gli enti collegati).

L’istituto ha deciso di festeggiare i suoi 25 anni guardando soprattutto al futuro. «Celebriamo i 25 anni – dice il presidente Luca Verzichelli – perché il lavoro svolto è stato tanto e tanti i risultati anche se non sta a noi giudicarli ma vogliamo soprattutto rilanciare la sfida per il futuro rinnovando il portafoglio delle ricerche. Vogliamo poi mettere ulteriormente a frutto i livelli di competenza che ci sono riconosciuti nel campo della gestione degli archivi. E poi c’è senz’altro la volontà di riconnettersi con la società grossetana anche se non è mai facile per un’istituzione culturale fare audience».

Luciana Rocchi del comitato scientifico dell’Isgrec sottolinea le peculiarità dell’istituto grossetano rispetto alla rete nazionale. «Se gli altri puntano molto sulla convegnistica – dice Rocchi – noi abbiamo preferito investire sulla produzione di libri e prodotti multimediali. Va poi sottolineata la proiezione internazionale del nostro istituto che ha ben due progetti europei all’attivo».

I 25 anni di lavoro culturale dell’Isgrec saranno al centro di una mostra documentaria in programma dal 4 al 6 ottobre in due sedi (sala contrattazioni della Camera di Commercio e Clarisse Arte). “Isgrec: 25 anni... e continua” racconta con fotografie, manifesti e libri questo primo quarto di secolo tra ricerca storica, produzione editoriale, acquisizione di nuovi fondi, progetti per la didattica nelle scuole, mostre fisiche e virtuali e iniziative nel territorio. Lo sguardo al futuro sta invece tutto nell’ultimo progetto avviato dall’istituto, dal valore strategico per l’intera comunità: la ristrutturazione e rifunzionalizzazione della ex scuola di Maiano Lavacchio. La struttura, una volta recuperata, sarà luogo di memoria viva e ospiterà con continuità iniziative culturali.

Gli eventi per il venticinquennale sono realizzati in collaborazione con l’Istituto nazionale Ferruccio Parri, l’istituto Storico di Vicenza, Cia Grosseto, Acquedotto del Fiora e collettivo Bianciardi 2022 e patrocinate da Regione, Provincia, Comune di Grosseto e Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno. —

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