Il Tirreno

Grosseto

vanni (udc) 

«Ridiamo i soldi alle Province per le strade»

F.B.

Il coordinatore provinciale fa appello ai senatori del suo partito: «Risorse inadeguate ma le competenze sono rimaste invariate»

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GROSSETO

Le Province sono senza soldi e la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade va a farsi benedire. Così come la condizione degli edifici scolastici in carico alla provincia. Pierandrea Vanni, commissario provinciale Udc Grosseto, suona la sveglia ai “suoi” senatori (Paola Binetti, Antonio De Poli, Antonio Saccone) e denuncia che a fronte delle «importanti competenze restate alle Province, le risorse sono assolutamente inadeguate» e richiama l’attenzione dei senatori sullo specifico della Provincia di Grosseto «che deve far fronte a una viabilità di circa 2.000 chilometri, comprese le strade di interesse regionale in gestione. Va tenuto presente – fa notare Vanni - che in gran parte sono strade di comunicazione molto importanti sia dal punto di vista economico (attività agricole e turistiche) sia per i collegamenti tra località spesso molto lontane dai centri maggiori, ma che hanno diritto come le altre ad una viabilità funzionante e sicura».

«Potrei elencare una per una le strade bisognose di manutenzione in provincia – specifica Vanni – a cominciare dalla famigerata sp 74 dove non possono più passare mezzi superiori alle 20 tonnellate, una limitazione che impone un giro interminabile per i camionisti. Oppure tutte le strade dell’entroterra soranese, pitiglianese, di Castell’Azzara e via dicendo. Per non parlare dell’Amiata. Il campionario della viabilità del grossetano è interminabile. Ma nella lettera che ho scritto ai senatori, mi premeva segnalare ulteriormente all’Udc la contraddizione e il paradosso che esiste fra competenze provinciali e mancanza assoluta di fondi per far fronte ai bisogni, anche quelli di pura e semplice manutenzione».

Vanni riconosce che il problema non tocca solo Grosseto e che deve essere risolto nel suo complesso superando definitivamente la situazione di assoluta incertezza e precarietà che si è creata prima con la legge Del Rio, poi col risultato del referendum costituzionale che ha lasciato funzioni alle Province ma nemmeno il becco di un quattrino. — F.B.

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