Il dolore
Sostegno, 320 cattedre sono senza un prof
A tre giorni dalla prima campanella tanti sono i posti rimasti vacanti. I presidi vanno a caccia di docenti “disponibili”
grosseto
Se fossero i posti offerti da un’azienda che apre, farebbero parlare (almeno) gli ottimisti di rilancio dell’economia maremmana: dalle scuole materne alle superiori, dall’Amiata alla costa, sono circa 320 le cattedre per l’insegnamento a bambini e ragazzi disabili che non sono state assegnate. Il motivo? Nelle graduatorie dove staziona chi aspira a prendere in mano un registro di classe non ci sono più docenti specializzati nel sostegno. L’Ufficio scolastico provinciale, dunque, ha impacchettato e rispedito l’offerta delle disponibilità ai dirigenti scolastici, che ora sono costretti a chiamare insegnanti senza la specializzazione. La “caccia” al piazzamento è già iniziata: peccato solo che manchino tre giorni al battesimo del nuovo anno scolastico e 320 posti da assegnare sono tanti. Il rischio è che le lezioni inizino prima che le “titolarità” vengano attribuite.
Il Tirreno ha consultato il sito web dell’Ufficio scolastico provinciale: al capitolo “Disponibilità restituite alle scuole” c’è il dettaglio delle cattedre per il sostegno rimaste vuote. Nelle scuole dell’infanzia – dove lunedì arriveranno 3.427 piccini – ci sono 39 cattedre vacanti più alcuni “spezzoni” di ore per un totale di circa 43 posti. Nelle scuole primarie – che attendono 8.472 alunni – le cattedre senza maestre sono circa 101, di cui 96 intere. Passiamo alle secondarie di primo grado (le scuole medie) che in Provincia di Grosseto accolgono 5.464 allievi: 65 sono i posti per l’insegnamento di sostegno ancora da assegnare a cui si aggiunge una manciata di spezzoni di ore (si arriva a circa 70 cattedre). L’offerta più cospicua riguarda gli istituti secondari di secondo grado (le superiori) dove quest’anno studieranno 10.096 ragazzi: circa 105 sono i docenti per il sostegno che ancora mancano all’appello.
Le circa 320 cattedre verranno assegnate a maestri e insegnanti precari: per loro rappresenteranno l’ultima spiaggia per non restare a casa. I dirigenti scolastici hanno il mandato di contattare gli insegnanti ancora “liberi” in base al loro punteggio. Ogni docente può accettare o rifiutare: se rifiuta, si passa al “collega” immediatamente successivo. Accade che un insegnante precario (per esempio) di matematica, rifiuti il posto per l’insegnamento di sostegno – per il quale è consapevole di non avere le competenze che in teoria sarebbero richieste – sperando di essere nel frattempo contattato per una cattedra di matematica rimasta vuota dopo i round delle assegnazioni di ruolo. E mentre dalle segreterie delle scuole si scendono gli elenchi, i tempi si allungano, le lezioni cominciano e gli studenti con una disabilità aspettano: in media più tempo degli altri.
«Se non vengono banditi i concorsi – nota Cristoforo Russo, segretario Flc Cgil Grosseto – va da sè che non ci siano insegnanti specializzati per l’insegnamento di sostegno. Qualora li bandissero domani, sarebbe comunque tardi». «È assolutamente necessario – commenta Pier Francesco Angelini, consigliare comunale e provinciale della Lega e responsabile regionale Lega per la disabilità – che la Regione Toscana provveda velocemente ad un riassetto normativo. Ed è altrettanto fondamentale che ci sia una diversa organizzazione tra l’Ufficio scolastico provinciale e i singoli dirigenti dei plessi scolastici». –
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