Il Tirreno

Grosseto

l’accordo di sei toscana 

Soddisfatta la Cgil, amareggiata l’Ugl «Istanze non recepite»

I sindacati chiedono l’approvazione del piano di Ambito Confcooperative striglia la Cisl per le parole di Biagioni 

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GROSSETO

«Nella giornata di mercoledì – sottolineano Thomas Borromeo e Simonetta Poggiali, che hanno seguito la vertenza di area vasta Grosseto-Siena-Arezzo per la Cgil – siamo finalmente riusciti a firmare un verbale di incontro con Sei Toscana che, dopo settimane di lotta a seguito dei mancati rinnovi per il personale in somministrazione, dà garanzie di stabilizzazione a molti di loro».

Sei Toscana ha in programma infatti 150 nuove assunzioni: 45 a tempo indeterminato dal 1° ottobre, 30 a tempo determinato, che diventeranno a tempo indeterminato dal 1 gennaio 2019, 25 a tempo indeterminato entro gennaio 2019 e forme di garanzia di lavoro per altre 60 persone e l’impegno, per gli anni 2019-2020, alla copertura di almeno il 60% del turn-over procedendo alle assunzioni di queste unità. «Inoltre, cosa non scontata e difficilissima fino ad oggi, siamo riusciti a riportare ad un unico tavolo di contrattazione e a un’unica graduatoria per le stabilizzazioni anche i lavoratori che operano nel territorio in distacco a CoopLat – dicono – Soddisfatti del lavoro svolto, siamo però a chiedere alla politica di fare la sua parte, a partire dall’approvazione del piano di Ambito da parte di Ato Toscana Sud, fino ai Comuni che devono valutare con oculatezza e serietà i tipi di servizio che vogliono dal gestore».

Alla soddisfazione della Cgil si contrappone però l’amarezza dell’Ugl, che da dicembre è presente in Sei Toscana con un delegato dell’Rsu, Andrea Rabiti. «Al momento della firma del verbale – scrivono – chiedendo all’Azienda di inserire alcune nostre osservazioni, ci è stato impedito di farlo da alcune delle altre sigle presenti. Un tale atteggiamento ci risulta incomprensibile e limitativo del diritto di rappresentanza sancito in primis dai lavoratori che aderiscono alla Ugl. Nel merito volevamo maggiori approfondimenti sul percorso temporale che prevederà la sola stabilizzazione dei circa 150 “fortunati”».

Tuona anche Confcooperative, per le parole pronunciate dal sindacalista della Fit Cisl Roberto Biagioni che aveva parlato di “sfruttamento legalizzato” da parte delle cooperative.

«Fa onestamente un brutto effetto vedere un rappresentante di un sindacato dalla storia nobile come la Cisl cercare di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri. È giusto e sacrosanto difendere i diritti di chi lavora ma questo non può voler dire attaccare le categorie più deboli – dice il presidente Confcooperative Toscana Sud Mario Marchi – Sollecitare lo scontro fra chi sta al penultimo gradino contro chi è all’ultimo non può che far danno a tutti quanti e prima di tutto a chi è più debole, cioè proprio a quelle persone a cui le cooperative sociali di tipo B stanno dando una risposta concreta togliendole dalla marginalità a cui troppo spesso la nostra società quotidianamente vorrebbe condannarle». —



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