Sicurezza
Crepe sospette, due case dichiarate inagibili
Paura in zona Peschiera dove di recente è crollato un edificio. Il sindaco emette un’ordinanza e fa chiudere l’accesso
santa fiora
Allarme stabilità edifici a Santa Fiora. È stata dichiarata inagibile un’abitazione per crepe sospette, così come un altro edificio che vi si appoggia. Transennata la zona che fiancheggia la Peschiera.
Mercoledì pomeriggio, i vigili del fuoco e gli agenti di polizia municipale chiamati da alcuni cittadini che avevano osservato uno sversamento fognario e alcune fessurazioni sui muri di una casa, hanno dichiarato la casa non agibile.
Si tratta della zona di Montecatino, un quartiere a fianco della Peschiera, in via Il Maggio. Qui si trova una casa disabitata a cui se ne appoggia un’altra che i proprietari, che abitano fuori, utilizzano come seconda abitazione.
Il danno evidente registrato dai vigili riguarda la casa disabitata, ma qualche crepa pare sia stata rintracciata anche nel fondo adiacente.
Fatto sta che il sindaco Federico Balocchi ha firmato, giovedì, un’ordinanza che, vista l’inagibilità del casamento, impone ai proprietari di ristrutturarla.
Per l’altra abitazione che si appoggia alla prima – dice il sindaco – si faranno altri accertamenti e si sta valutando la situazione.
Intanto l’area è stata transennata e la strada parzialmente chiusa.
E c’è apprensione in paese, anche alla luce del recente crollo di una palazzina, avvenuto a metà luglio a seguito di un violento temporale.
«Santa Fiora, soprattutto nella zona di Montecatino – osserva un residente – è tutta vuota nel sottosuolo. Ci sono quelle cavità che i vecchi chiamano “vente”, vecchie sorgenti ormai essiccate che hanno creato bolle vuote continue sotto terra. Un territorio delicato e fragilissimo che bisogna trattare con estrema cautela».
Il consigliere di minoranza Riccardo Ciaffarafà osserva: «Inutile dire che bisogna fare un monitoraggio costante di tutto il centro storico. Santa Fiora è stata costruita su balze e rupi laviche, sottoposte a frane e smottamenti. C’è tanta acqua e vi sono cavità dove le sorgenti non ci sono più. L’amministrazione comunale invece di costruire opere nuove, dovrebbe pensare a sorvegliare e mettere in sicurezza ciò che già possediamo».
Dal canto suo il sindaco Balocchi osserva: «La nostra ordinanza impone ai proprietari di mettere la casa in sicurezza. Oltretutto essa “tira” anche l’altra casa che vi si appoggia. Così come abbiamo imposto con ordinanza ai proprietari della casa crollata il 16 luglio, di intervenire per motivi di sicurezza». —
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