Sicurezza
Colpito in testa da un 16enne «Voleva uccidermi Me lo ha gridato»
L’uomo aggredito dal figlio dell’ex compagna racconta i drammatici momenti «Aveva un bastone con viti che sporgevano»
grosseto
«Impugnava un pezzo di legno, ma non un bastone qualunque. Era un pezzo con conficcate dentro delle viti sporgenti. Mi ha dato almeno cinque colpi e gridava “Ti ammazzo”. Voleva uccidermi».
L’uomo che due giorni fa è stato aggredito da un ragazzo di 16 anni, figlio della donna con cui ha avuto una burrascosa relazione («è la mia ex compagna, i rapporti tra noi sono chiusi», precisa al Tirreno), racconta il momento di follia di martedì sera da cui ne è uscito con una ferita alla testa che gli è costata diversi punti di sutura.
Come ha raccontato Il Tirreno ieri, in un paese della zona nord della provincia di Grosseto un ragazzo minorenne, la sera tardi, ha atteso in un vicolo l’uomo che la madre frequentava e lo ha aggredito. Nel rispetto delle norme sulla divulgazione a mezzo stampa di notizie riguardanti minori non è possibile rivelare particolari che rendano riconoscibile il minore.
«Non me lo sarei aspettato – racconta l’uomo –. Alle cinque del pomeriggio mi aveva salutato per strada. La sera però... Stavo tornando a casa e ci siamo incrociati una prima volta. Lui e la madre erano ubriachi, stavano discutendo per strada. Poi sono uscito. Dopo circa un’ora stavo di nuovo rientrando e lui mi stava aspettando. Quando l’ho visto arrivare correndo, ubriaco, ho capito che aveva brutte intenzioni e sono scappato. Mi ha raggiunto e davanti a tutti si è aperto i pantaloni, ha mostrato i genitali e mi ha detto: «Io ho gli attributi per farti secco».
Secondo l’uomo alla base dell’aggressione ci sarebbero vecchi e nuovi rancori, l’abuso di alcol, un’infanzia e un’adolescenza segnate da episodi di abbandono e trascuratezza. «Cose che i servizi sociali sapevano, perché anch’io le avevo segnalate, ma nessuno ha mai fatto niente», accusa oggi l’uomo.
Che conferma i rapporti tesissimi con l’ex compagna, madre del ragazzo, fatti anche di reciproche denunce.
«Per fortuna a un certo punto deve aver perso il bastone – prosegue nel suo racconto l’uomo – che è stato raccolto da una ragazza e nascosto in modo che lui non lo vedesse. Poi hanno chiamato i carabinieri». L’uomo è finito al pronto soccorso dove gli hanno ricucito la ferita e l’hanno dimesso.
Se lo sarebbe mai aspettato? «No – dice – ma ora che ci ripenso vedo in modo diverso molte cose. Ad esempio quella scritta che mi è stata incisa sul portone: “Sei morto”». Sul caso sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google