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Mozioni inceneritore, è tutto rimandato

Giulia Sili
Mozioni inceneritore, è tutto rimandato

In consiglio regionale manca il tempo per la discussione, Stella e Benini tornano da Firenze delusi: «Andremo avanti»

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Dovevano essere discusse ieri, in consiglio regionale, le quattro mozioni relative all’inceneritore di Scarlino: ma il tempo non è stato sufficiente e così molti dei punti all’ordine del giorno sono stati rimandati a data da destinarsi.



Il 30 luglio era stato pronunciato un nuovo via libera all’accensione dell’impianto. L’inceneritore di Scarlino potrebbe quindi riaprire, prima però è necessario ottemperare ad alcune prescrizioni. Sull’argomento deve ancora pronunciarsi il Consiglio di Stato: i Comuni di Follonica e Scarlino, insieme agli ambientalisti, hanno presentato un ricorso che punta sull’inadeguatezza della parte impiantistica. L’attesa adesso è per il pronunciamento della Giunta regionale che potrebbe o meno dare il via libera alla valutazione di impatto ambientale e all’autorizzazione integrata ambientale. Da tempo ormai i sindaci di Follonica e Scarlino si scagliano contro la riapertura dell’impianto.



«Non sono stati presi in considerazione gli ultimi studi dell’Asl e dal Cnr di Napoli» dicono da mesi. C’è poi da prendere in considerazione la situazione ambientale della piana di Scarlino, già esposta ad altri fattori di inquinamento. Così ieri, per seguire da vicino le vicende dell’impianto di Scarlino e assistere alla discussione delle mozioni, gli amministratori civici sono andati a Firenze. Il sindaco Marcello Stella è stato accompagnato dal vicesindaco Sergio Stefanelli mentre il sindaco di Follonica Andrea Benini aveva al suo fianco il vice Andrea Pecorini e l’assessore Alberto Aloisi. Il viaggio però è stato a vuoto perché molti dei punti all’ordine del giorno del Consiglio regionale sono stati rimandati alla prossima convocazione che forse potrebbe arrivare non più tardi di quindici giorni.



A presentare le mozioni su Scarlino sono stati il capogruppo toscano del Pd Leonardo Marras, Riccardo Mareschi di Fratelli d’Italia, Irene Galletti, Giacomo Giannarelli e Gabriele Bianchi del Movimento 5 Stelle e Paolo Sarti e Tommaso Fattori di Si Toscana a Sinistra. Delusi, gli amministratori sono tornati in Maremma ma il loro obiettivo resta lo stesso: arrivare al ritiro in autotutela della delibera di autorizzazione all’impianto di Scarlino. «Siamo amareggiati – ha detto Stella all’uscita dell’aula – c’era molta attesa per queste mozioni. Proseguiremo comunque nel nostro percorso». «Non manca la delusione – ha detto Benini – la nostra è una richiesta estremamente chiara: ritiro della delibera e, o, la riapertura della Conferenza dei servizi per prendere in considerazione quello che non è stato considerato prima. Ci servono risposte chiare. Non vogliamo indeterminatezza o, peggio, il pantano». –



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