Attenzione
Casalone, non è finita: parte un nuovo ricorso
In 60 si appellano al Consiglio di Stato contro lo stop delle corse. E spunta la questione animalista: «Cavalli maltrattati»
GROSSETO. Si riaccendono le luci sullo storico ippodromo del Casalone chiuso dal 31 marzo. Ha mantenuto la parola data Stefano Mattii, avvocato del foro di Fermo: «Non ci fermeremo qui» aveva detto a metà luglio dopo il giudizio negativo del Tribunale amministrativo regionale che aveva respinto il ricorso contro il trasferimento delle corse di galoppo dal Casalone ai Pini di Follonica presentato da lui per conto di una sessantina di operatori ippici e appassionati. Mattii ha infatti appena depositato un (nuovo) ricorso al Consiglio di Stato. Fantini e scuderie, allenatori e allevatori, appassionati – maremmani e non – insomma, non mollano, nonostante le corse di galoppo siano state trasferite al trotter della Città del Golfo. E nel ricorso al Consiglio di Stato si parla non solo della tutela di un grande patrimonio, il Casalone – «una struttura storica grandiosa, bellissima con due piste in erba da 1.400 metri, polmone di verde di Grosseto» – ma anche di «maltrattamento di animali»: nel mirino di Mattii ci sono le corse al galoppo che a Follonica si sono svolte ad agosto «nel pomeriggio a più di 40 gradi» si legge nel nuovo ricorso.
A luglio il Tar di Firenze aveva respinto il ricorso contro il trasferimento delle corse di galoppo dal Casalone ai Pini presentato da Mattii. I giudici amministrativi avevano ritenuto che il ministero dell’agricoltura non avesse ecceduto nell’esercizio del proprio potere, come sostenuto invece dai ricorrenti; e alla luce del fatto che la società Ippodromo del Casalone non aveva richiesto giornate di galoppo, e non vi fosse pericolo che il montepremi venisse impiegato per fini diversi da quelli ammessi – come paventato invece dai ricorrenti – aveva giudicato il ricorso non fondato. Gli aficionado del Casalone tornano all’attacco.
La richiesta al Consiglio di Stato non cambia: chi ricorre chiede al giudice che al Casalone vengano nuovamente attribuite giornate di galoppo; se questo non dovesse accadere – oltre alla grande perdita sotto il profilo del patrimonio storico, culturale e di tradizione per Grosseto e la Maremma – si profila, secondo Mattii, «un’interruzione di pubblico servizio». L’udienza sarà fissata a Roma nell’arco di tre settimane. E si preannuncia un unicum: il Consiglio di Stato si è occupato di contenziosi in seno all’ippica, anche di recente, «ma non mi risulta che si sia mai espresso – valuta l’avvocato marchigiano – sulla chiusura di un ippodromo».
C’è poi la questione “animalista”, che fino ad ora era stata solo mormorata. Le corse al galoppo che si sono svolte a Follonica ad agosto, di pomeriggio, «a più di 40 gradi» «sono un mezzo per far maltrattamento di animali» che «non possono correre in competizione sotto il sole cocente», si legge nel ricorso. Il Consiglio di Stato dovrà valutare anche questo; ai Pini non si possono svolgere corse in notturna (con temperature dunque più favorevoli per i cavalli) perché la pista non è illuminata: al Casalone lo era. –
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