Il Tirreno

Grosseto

Strade blindate e cestini tappati in città Musica e cori alla sfilata degli “antifa”

Francesca Gori
Strade blindate e cestini tappati in città Musica e cori alla sfilata degli “antifa”

Per gli organizzatori le due piazze hanno raccolto quasi un migliaio di persone: la sinistra radicale contro il Pd 

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO

Le due piazze sono rimaste divise, così come deciso. Non c’è stato alcun ripensamento: il fronte “antifa”, quello composto dalle sigle della sinistra radicale, hanno sfilato dalla stazione fino a piazza de Maria senza nemmeno pensare di sfondare il cordone di poliziotti che stavano aspettando la testa del corteo a Porta Nuova con gli scudi e i manganelli in mano.

La presenza massiccia delle forze dell’ordine, l’elicottero della polizia che da ieri mattina ha cominciato a sorvolare il centro, i cestini tappati per evitare utilizzi impropri, il traffico bloccato, i blindati con gli agenti in tenuta antisommossa e i carabinieri con i parastinchi e la guardia di finanza: Grosseto ieri si è svegliata così, per la manifestazione organizzata dalla sinistra alternativa, scesa in strada per dire no al raduno di Casapound.

Ad aprire la testa del corteo che è partito dalla stazione un furgone: dalle casse la musica di Iggy Pop e David Bowie, le canzoni di lotta dei partigiani e quelle che per decenni hanno fatto da colonna sonora alla sinistra. Nessun incidente, nessuno scontro, nessun momento di tensione se non la stanchezza una volta arrivati in piazza de Maria, dove il corteo si è fermato. Poche decine di metri più in là l’evento organizzato dall’Anpi, disertato dai compagni di Maremma antifa a causa della presenza del Pd.

Erano poco meno di mille in tutto: quattrocentocinquanta, secondo la Questura, quelli che hanno raggiunto il centro dalla stazione, quattrocentocinquanta quelli in piazza con l’Anpi.

Al corteo formato dal gruppo autonomo Maremma Antifa insieme a Rifondazione comunista, Cobas e Partito comunista dei lavoratori, che ha raccolto militanti provenienti da ogni parte d’Italia, l’opposizione al Governo è andata a braccetto con quella al Pd, le cui iniziali sono diventate, all’arrivo in piazza della Vasca, ispirazione per una bestemmia.

Tra canti di lotta e parole partigiane, con sul petto il tatuaggio con la falce e il martello e le scarpe di chi alle manifestazioni ha consumato le suole, la sfilata della sinistra radicale è passata sotto le finestre di una città semi deserta, dove le serrande dei negozi e dei bar in via Mameli si sono abbassate per metà, verosimilmente per timore.

«Non vogliamo spezzare il filo dell’antifascismo che si sta deteriorando - ha detto Giulia Tattarini, presidente di Maremma Antifa - l’obiettivo è dire no al raduno e al resto della sinistra che ha fatto in modo che il germe del fascismo attecchisse». Per Marco Ferrando, portavoce del Partito comunista dei lavoratori, «il Pd e Minniti hanno spianato la strada al Salvinismo, che sta tirando la volata ai fascisti e si sta organizzando per prendere il potere».

Salvinismo, fascioleghismo. I cori, rispetto ai tempi dei Disobbedienti, di Genova e delle manifestazioni degli antagonisti si sono aggiornati, sono cambiati. Resta la radice, la stessa, quella della lotta all’antifascismo che a Grosseto non è riuscita a tenere insieme due piazze.

Insieme, sarebbero stati poco meno di mille quelli usciti da casa per dire no al raduno di Casapound. Restano invece 400 da una parte e 450 dall’altra. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa