Il dolore
Niente km gonfiati, il comandante è assolto
Secondo la Corte dei Conti, l’ex dirigente Luciano Bartoli non ha commesso danno erariale nei confronti della Provincia
GROSSETO
Secondo l’incolpazione avrebbe segnato un chilometraggio diverso (superiore) rispetto a quello effettivamente percorso con l’auto di servizio: 1.110 km invece che 700, o 140 anziché 88 e così via.
Oltre 150 casi diversi nei quali - secondo la Procura - l’auto di servizio sarebbe stata utilizzata irregolarmente e illegittimamente, in provincia di Grosseto ma anche fuori provincia, tracciando in un registro distanze diverse (superiori) rispetto a quelle effettive e provocando un danno erariale di circa 14mila euro. La Corte dei Conti ha però respinto le accuse a carico di Luciano Bartoli, già dirigente della polizia provinciale di Grosseto all’epoca dei fatti contestati, e l’ha assolto.
Il procedimento era stato promosso dalla Procura generale presso la Corte dei Conti a luglio 2017. A originarlo era stata una documentata segnalazione anonima del dicembre 2012 a seguito della quale, per accertare il presunto danno per la pubblica amministrazione, la Procura contabile ha attivato le indagini e delegato l’attività investigativa alla Guardia di finanza, nucleo di Polizia Tributaria di Grosseto. A ottobre 2013 la Gdf ha trasmesso la sua relazione da cui sono emerse difformità tra i chilometri indicati nei registri d’uso dei mezzi provinciali – in particolare un’Alfa Romeo 159 - e le reali distanze chilometriche tra la città (sede dell’ente) e le destinazioni indicate nei registri. Il differenziale tra il reale chilometraggio sostenuto per scopi istituzionali e la misura maggiore di quello effettuato avrebbe costituito, laddove accertato, un danno erariale per gli anni 2011, 2012 e 2013. Poiché il 2011 è andato in prescrizione, la Procura contabile ha riferito il danno perseguibile al periodo marzo 2012 – aprile 2013. Per quel lasso di tempo il maggior chilometraggio dichiarato, calcolato con una percentuale di tolleranza pari a un 20% e parametrato al costo medio del carburante in quel periodo, ha determinato – sempre secondo gli investigatori - un presunto danno erariale pari a 14.108 euro. Il tutto è stato dettagliato in tabelle allegate all’atto di citazione e che riportano i giorni, gli itinerari e (comparati) i km scaricati e quelli effettivi. Il dirigente Bartoli risultava assegnatario del mezzo indicato; la Procura aveva addebitato a lui il pagamento dei 14mila euro in favore dell’Erario della Provincia.
Da parte sua il dirigente si è però è difeso sottolineando «l’erroneità dei conteggi chilometrici effettuati», la correttezza dei percorsi fatti per ragioni di servizio, con «cospicuo chilometraggio necessario per le attività di pattugliamento e sopralluogo svolto anche nella rete viaria secondaria», «i lavori stradali sulla Grosseto-Siena che hanno indotto a preferire percorsi più lunghi», ma anche il fatto che, negli oltre 150 casi segnalati, «la segnatura dei km era stata effettuata dai colleghi». Gli stessi investigatori, riconoscendo «un errore di calcolo del programma», hanno provveduto a nuovi conteggi, dove emergeva un danno inferiore a quello precedentemente prospettato e ammontante ora a circa 2mila euro. Il collegio giudicante ha ritenuto che l’attività sia stata svolta nel pubblico interesse (nessuna contestazione a fini personali). E ha mandato prosciolto Bartoli. — EL.GI.
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