Il Tirreno

Grosseto

Scompare a 73 anni un pezzo della storia recente di Grosseto. Lascia moglie e due figlie, tra cui Carla, presidente Ascom 

Addio Carlo Palmieri, imprenditore liberale con il cuore che batteva per i cavalli

Francesca Gori
Addio Carlo Palmieri, imprenditore liberale con il cuore che batteva per i cavalli

GROSSETOAveva la statura dell’uomo politico e quella dell’imprenditore capace, il sorriso del babbo affettuoso innamorato delle due figlie, il cuore che batteva all’impazzata per i cavalli, la sua...

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GROSSETO

Aveva la statura dell’uomo politico e quella dell’imprenditore capace, il sorriso del babbo affettuoso innamorato delle due figlie, il cuore che batteva all’impazzata per i cavalli, la sua grande passione che lo ha fatto conoscere in tutta Italia come lo starter più giovane. Carlo Palmieri se n’è andato a 73 anni, in seguito a una malattia contro la quale ha dovuto combattere a lungo, lasciando le figlie Carla, presidente di Confcommercio Grosseto e Elena, che abita da tempo a Trieste e la moglie Rita Benelli.

La camera ardente è stata allestita ieri mattina all’obitorio dell’ospedale di Grosseto e i funerali si svolgeranno questa mattina alla Cappella del cimitero della Misericordia alle 10.

Una famiglia storica, quella dei quattro fratelli Palmieri, che ha lasciato il segno in provincia durante il corso del ‘900 nel comparto del commercio e della piccola industria, realizzando moltissimi lavori pubblici.

Carlo non solo è stato un personaggio di spicco nel mondo dell’imprenditoria maremmana, imprenditore di terza generazione nel settore della termoidraulica, ma in passato ha avuto rilievo anche nella vita pubblica; come nel mondo associativo, ricoprendo la carica di presidente provinciale di Confindustria, e nella politica, svolgendo il ruolo di segretario del Partito Liberale.

Aveva seguito le orme del padre Jacopo, insignito Cavaliere del lavoro, portando avanti la ditta Fratelli Palmieri che si occupa di installazioni e impianti idraulici. Ma il suo cuore, oltre che per la moglie Rita e per le due figlie Carla ed Elena, aveva sempre battuto per l’ippica. Era un grandissimo appassionato che anche in quel settore: conosciuto come il più giovane “starter” d’Italia, è stato per alcuni anni presidente della Società Maremmana Corse dei cavalli dell’ippodromo del Casalone, e addirittura Carlo Palmieri viene ricordato negli annali del Palio di Siena come il “leggendario mossiere” della fine degli anni ’70.

Ha avuto stima e riconoscimenti dalla Diocesi di Grosseto e dall’intera comunità.

Il direttore di Confcommercio Gabriella Orlando, i membri del Consiglio direttivo e l’intero staff dell’associazione di categoria esprimono le più sentite condoglianze alla presidente e a tutta la famiglia Palmieri per la grave perdita. Condoglianze che sono arrivati da tutta la città, tra lacrime e ricordi.

Come quello dell’animatore di Gusta la notizia Paolo Pisani: «Ciao Carlo Palmieri, “ragazzo” di quella Grosseto che non esiste più. Un caro abbraccio e che la terra ti sia lieve», ma anche da chi lo aveva apprezzato e conosciuto come mossiere. Tra i tanti ricordi quello di un’edizione del palio senese dell’agosto 1979 dove, in una pausa al canape, mentre il fantino Aceto si stava cambiando i pantaloni, Palmieri fu aggredito dall’allora barbaresco dell’Oca. Rimediò un occhio nero, ma fu impeccabile al canape in un’edizione che fu vinta proprio da Degortes.

Uomo di grande cultura, Palmieri lascia un vuoto incolmabile nei suoi familiari e in tutte le persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo e conoscerlo anche se per poco tempo. —

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