Sicurezza
Tiene il registro delle uccisioni Dal 1983 ha perso 440 pecore
LA STORIADue agnelle giovani e sane, una di 18 mesi e una di cinque. Questo il bottino di un attacco predatorio che si è consumato il 5 settembre a Saturnia al podere Bacciolina di Fernando Tizzi,...
LA STORIA
Due agnelle giovani e sane, una di 18 mesi e una di cinque. Questo il bottino di un attacco predatorio che si è consumato il 5 settembre a Saturnia al podere Bacciolina di Fernando Tizzi, che dal 6 settembre 1983, anno del primo attacco di predatori, ha perso ben 440 pecore, come lui stesso sottolinea e racconta. «Erano le sette di mattina – spiega – e avevo fatto uscire il gregge da nemmeno un’ora, davanti a casa. Ma i predatori erano pronti. L’attacco mi ha portato via due giovani agnelle a dispetto di chi senza sapere di cosa parla, sostiene che il “lupo” mangia solo le vecchie. Oppure a dispetto di chi pensa che noi pastori per avere i risarcimenti fingiamo attacchi e sacrifichiamo le pecore più anziane. Nulla di tutto ciò. Io nel 2017 ho perso 20 capi, tutti giovani e una decina nel 2018. Mi vergogno a chiedere l’elemosina dei risarcimenti sebbene le mie condizioni economiche lascino molto a desiderare. Il problema non si risolve coi risarcimenti. Sono deluso dai sindacati, dai partiti che mai sono arrivati al punto, e sono deluso perché adesso il danno è diventato sociale e non solo dei pastori. Danni ambientali irreversibili e danni ai prodotti tipici. Da parte dei nostri governanti manca il rispetto del lavoro duro prossimo e basterebbe il buon senso per risolvere tutto».
Tizzi che da anni si batte contro la presenza del lupo nei pascoli ribadisce: «Il lupo non serve qui. Devono tutelarlo ma nel suo ambiente. È un problema di civiltà la soluzione della questione. Ma sia ben chiaro. Da tutto questo sono disturbato ma non intimorito. Come non sono intimorito dalla visita di qualche mese fa di una ventina di carabinieri forestali che misero a soqquadro ogni cosa qui alla Bacciolina per dei controlli. La mia famiglia non ha mai avuto pendenze con la legge. Sono rimasto sconvolto, ma non sono intimorito e andrò avanti nella mia battaglia». Cosa propone Tizzi? «Ci vuole una selezione dei territori. Quelli a vocazione pastorale devono essere senza lupi - dice - Ma purtroppo dove domina il fanatismo e l’ignoranza del problema, è una battaglia persa. E nell’assordante silenzio della politica, ogni battaglia è senza esito».—
F.B.
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