Il Tirreno

Grosseto

Rischia la multa per i dissuasori sonori

Fiora Bonelli
Rischia la multa per i dissuasori sonori

I vicini protestano per il rumore, interviene la polizia municipale: la disperazione dell’allevatore Beppe Catocci 

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GROSSETO

«Adesso nemmeno il cannoncino dissuasore posso più usare. E come posso fare ora?»: Beppe Catocci, proprietario dell’azienda La Mota nel territorio rosellano che da tempo soffre gli attacchi dei predatori che gli stanno decimando il gregge, non sa più a che santo votarsi.

Martedì scorso le guardie municipali del Comune di Grosseto sono andate a fargli visita al podere e gli hanno detto chiaro e tondo che quel cannoncino con cui Catocci tenta di tenere alla larga gli ibridi o lupi che siano, no, proprio non lo può far funzionare giorno e notte. Solo qualche ora al giorno e con cautela.«Le guardie mi hanno detto che il rumore del cannoncino dà noia ai vicini che non possono sentire sparare ogni 15 o 20 minuti. La notte in particolare pare che dia molto fastidio - racconta - Ma io allora come faccio per tenere lontano i “lupi”? Ho questo mezzo dissuasore, una radio ad alto volume e degli abbaglianti. I cani non li posso più tenere perché in passato mi hanno dato gravissimi grattacapi e non li prenderò mai più. Mi devono dire a questo punto come fare. Le multe, mi hanno avvertito le guardie municipali, sono salatissime. E arrivano a 10mila euro. E chi me li dà questi soldi? La municipale per stavolta si è limitata ad avvertirmi ma la prossima volta, mi hanno detto, che sarò sanzionato. Dunque l’unico mezzo che mi rimaneva per arginare l’assedio dei predatori me l’hanno tolto di mano. E se continua così, di che campo io?».

Catocci spiega anche di aver usato vari espedienti perché lo strumento dissuasore desse il meno noia possibile. «Ho girato il cannoncino dalla parte opposta rispetto alle abitazioni in modo che il colpo sia più soffocato - spiega - ma il cannoncino fa il suo dovere e certo un po’ di rumore lo fa. Io a questo punto sono veramente allo stremo e dire disperato è poco. Unica soluzione togliere i predatori dai pascoli». Catocci tiene le pecore quasi sotto casa, ma non serve. Chi gli stermina il gregge arriva fin sotto le sue finestre. «Mio figlio e io – dice – abbiamo individuato orme di animali adulti e cuccioli. Sono giorni e giorni che le mie pecore vengono azzannate, uccise e ferite. Si sta svegli notte e giorno e soprattutto la notte proviamo a tenere alta la guardia con mezzi artigianali: radio, lampeggiatori, cannone, appunto. Non ci salviamo lo stesso, ma forse a qualcosa serve». Catocci è una vita che lavora con le pecore e mai si era trovato in queste condizioni. «Il fatto è – dice – che gli attacchi fino a poco tempo fa avvenivano di notte e basta. Ora in pieno giorno. Le ultime due volte di un paio di giorni or sono, sono accaduti il primo alle 11 e il secondo alle 12 di mattina. È bastata mezz’ora di assenza da parte nostra ed ecco il guaio era belle fatto. Questo ci sconvolge anche i tempi che dobbiamo utilizzare per gli altri lavori di campagna. Per questo le aziende vanno male e spesso sono costrette a chiudere. E adesso nemmeno più ci possiamo difendere. Vogliono tenere in giro lupi e ibridi e ci impongono mezzi di difesa. Invece di risolvere il problema alla radice, i nostri governanti fanno il contrario. Difendono i canidi e puniscono noi. Dire che è un’indecenza è dir poco. E quello che mi preoccupa multo è il futuro dell’azienda che non so se riuscirà a reggere botta priva di difese. Ecco come siamo ridotti». —

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