Il Tirreno

Grosseto

Grossetana lamenta le condizioni d’incuria del camposanto  «Mio padre è sepolto lì, le istituzioni intervengano» 

«Muri e tombe nel degrado» Appello per il cimitero di Sterpeto

S.L.
«Muri e tombe nel degrado» Appello per il cimitero di Sterpeto

la denuncia«Voglio denunciare pubblicamente lo stato di incuria del cimitero di Sterpeto gestito dal Comune attraverso la partecipata Sistema». Comincia così la lettera aperta con cui, tramite Il...

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la denuncia

«Voglio denunciare pubblicamente lo stato di incuria del cimitero di Sterpeto gestito dal Comune attraverso la partecipata Sistema».

Comincia così la lettera aperta con cui, tramite Il Tirreno, la grossetana Cinzia Fiacchi sollecita maggiore pulizia e manutenzione nel cimitero comunale. «Frequento quel luogo fin da bambina – scrive – perché la mia generazione è cresciuta anche attraverso quel culto che è insieme un atto di amore per i propri defunti e il segno del livello di civiltà e di umanità della nostra società. In quel luogo vado a ricercare quella “celeste corrispondenza di amorosi sensi” di foscoliana memoria. Lì ho mio padre, morto a 49 anni quando io ero ancora troppo giovane per quella perdita, i miei nonni, gli amici e altri affetti. Lì trovo pace. Spesso frequento anche la messa nella cappella interna».

Qualcosa però negli ultimi tempi è cambiato. «Da un po’ di tempo noto un profondo stato di abbandono di quel luogo così importante per “chi resta” – prosegue la lettera – e ho ritenuto che non fosse più tempo di tacere: ovunque muri che cadono a pezzi, tombe che vengono giù, escrementi di piccione che potrebbero anche rappresentare un problema di ordine igienico-sanitario, nuvole di zanzare che mangiano vivi».

A fronte di tutto ciò lasciano perplessi secondo Fiacchi i totem che indicano i nomi delle vie, ispirati a fiori e piante: «Notando il degrado intorno non era meglio spendere meglio quei soldi pubblici, magari per qualche intervento più urgente?».

Da qui l’appello finale alle istituzioni: «Se, come si legge anche in letteratura, nella cultura occidentale la cura di quel luogo è un segno di civiltà e di maturità, credo di poter dire senza ombra di smentita che le condizioni del cimitero di Sterpeto rappresentino il livello di inciviltà, incuria e pressappochismo di un’intera comunità e di chi la rappresenta. Ma anche di rassegnazione da parte di chi ha perso la forza di indignarsi e di reagire pretendendo, a partire da quel luogo tanto caro e frequentato da tutti, di essere bene amministrato. Io invece quella forza ancora ce l’ho. Sono indignata e addolorata ma non mi rassegno e voglio fare di tutto per rendere onore ai miei cari che non meritano quella condizione per nulla dignitosa». — S.L.

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