Il Tirreno

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Monte Argentario 

Tra coralli rossi, salpe e praterie di posidonia i subacquei mappano i fondali dell’isolotto

ELISABETTA GIORGI
Tra coralli rossi, salpe e praterie di posidonia i subacquei mappano i fondali dell’isolotto

la ricercaPosidonia, salpe, coralli e molti altri tesori del mare fanno capolino dai fondali. Un gruppo di subacquei li ha esplorati, mappando le profondità intorno all’isolotto dell’Argentarola. I...

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la ricerca

Posidonia, salpe, coralli e molti altri tesori del mare fanno capolino dai fondali. Un gruppo di subacquei li ha esplorati, mappando le profondità intorno all’isolotto dell’Argentarola.

I tantissimi dati raccolti e incrociati con l’aiuto di foto e video comporranno un importante database su profondità, corrente, visibilità, flora e fauna presenti. Il progetto ha preso forma in queste settimane nell’ambito di alcune attività di monitoraggio: un’approfondita esplorazione delle caratteristiche biologiche dei fondali intorno all’isolotto contraddistinti da una notevole “biodiversità” sia per specie presenti che per condizioni ambientali. Questo specchio acqueo è un sito d’immersione molto frequentato dai subacquei della zona, per la sua eccezionale bellezza. E ora c’è chi ne ha tracciato l’identikit.

I subacquei – in tutto 25 facenti parte della BigBlueXplorers, associazione senza scopo di lucro sportiva e dilettantistica, riconosciuta dal Coni e nata dal desiderio di affiancare alla comune immersione subacquea la conservazione dell’habitat marino – hanno esplorato l’isolotto nei suoi vari versanti, scendendo fino a 50 metri di profondità.

Le stazioni di raccolta dati erano a 5 metri di profondità l’una dall’altra. Per ogni step l’obiettivo era quello di raccogliere elementi di vario tipo - temperatura e profondità, corrente e visibilità, tipo di fondale, inclinazione e rilievo delle specie sottomarine - immortalando il tutto con fotocamere subacquee.

Una volta a terra i ricercatori hanno riunito i dati in schede ad hoc, creando un corposo database che a breve sarà visibile a tutti online sul sito www.bigbluexplorers.com.

L’enorme patrimonio di dati sarà in pratica “diffuso” e messo in rete pubblicamente per tutti, amanti del mare, subacquei e studiosi.

Tra i dati più interessanti spiccano tante interessanti specie marine. Nella parete nord che è da tempo meta di immersioni subacquee è spuntato in tutta la sua meraviglia un alcionario (pianta invertebrata, corallo molle). «Questi fondali – spiega l’associazione – sono caratterizzati prevalentemente da roccia alternata a sabbia e fango nelle parti più profonde. Nella fascia più superficiale si trovano solitamente alghe, spugne, ricci, stelle marine ma anche polpi e piccoli pesci come donzelle, saraghi, castagnole e triglie. I fondali sabbiosi sono generalmente colonizzati da posidonia oceanica, vero polmone verde dell’ecosistema marino oltreché da molte altre specie marine come salpe, pinna nobilis, cavallucci marini, etc. Scendendo in profondità nella zona meno illuminata, il fondale è colonizzato da varie specie di gorgonie ma anche da corallo rosso che sta tornando a essere sempre più frequente in diversi siti. Nelle fessure rocciose possono far capolino aragoste, murene e gronghi; in acqua libera dentici, spigole, orate e cernie». Un habitat ricco che potrà diventare sempre più patrimonio di tutti. —

ELISABETTA GIORGI

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