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“Restiamo umani” in piazza Dante no al neofascismo
GROSSETOUna ventina di associazioni si dà appuntamento l’8 settembre alle 16 in piazza Dante per una manifestazione antifascista che si contrapporrà alla festa nazionale del movimento neofascista...
GROSSETO
Una ventina di associazioni si dà appuntamento l’8 settembre alle 16 in piazza Dante per una manifestazione antifascista che si contrapporrà alla festa nazionale del movimento neofascista CasaPound, in programma sempre a Grosseto il 7, 8 e 9 settembre.
Il titolo della manifestazione popolare, antirazzista e antifascista è “Restiamo umani”: qui di seguito alcuni dettagli che sono stati definiti nelle ultime ore. L’evento inizierà alle 16 con un concerto. Saranno letti articoli della Costituzione e della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Vi saranno testimonianze di un migrante sulla sua esperienza personale. Giacomo Termine, presidente del Coeso, parlerà dell’accoglienza che funziona. Alle 17,30-18 don Enzo Capitani, direttore della Caritas diocesana, Izzeddin Elzir, presidente delle Comunità Musulmane della Toscana, e Romano Luperini, professore di letteratura italiana all’Università di Siena, esporranno il loro punto di vista sull’uomo e sulla sua missione nel mondo. «Parleremo dei nostri valori antifascisti. Nell’ottica della maggiore inclusività dell’iniziativa abbiamo chiesto e ricevuto l’importantissima l’adesione della Regione Toscana di cui sarà presente l’assessore Vittorio Bugli, in rappresentanza del presidente Rossi. Lo stesso invito è indirizzato ai sindaci della provincia augurandoci la loro partecipazione. Ci rivolgiamo a tutte le cittadine e ai cittadini, ai giovani che si riconoscono nell’antifascismo e che sono sensibili alla necessità di sviluppare e dare sempre migliori contenuti alla libertà e alla democrazia, affinché vi assicurino la loro attiva presenza al di là delle rispettive appartenenze politiche e ideali. Dimostriamo insieme che Grosseto, la Kansas City di Luciano Bianciardi, “città aperta ai venti e ai forestieri”, ha un cuore grande che rispetta il prossimo e rifiuta la discriminazione; che agisce nel riconoscimento reciproco e per l’integrazione, beni prodotti da un’etica radicata nella creatività del lavoro. E che così continuerà ad essere». —
EL.GI.
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