Attenzione
Predatore attacca gregge alle porte della città
Ancora sangue nell’azienda di Beppe Catocci, stavolta in pieno giorno e nonostante il cannoncino col dissuasore acustico
grosseto
Altro sangue nell’azienda La Mota di Beppe Catocci, a due passi da Grosseto. I predatori, forse lupi, forse incroci, non si lasciano scoraggiare né dai cannoncini che sparano ogni 15 minuti, né dalla radio ad alto volume né, di notte, dal lampeggiatore. Ma stavolta non era notte.
Il predatore ha colpito in pieno giorno, alle 11 di giovedì. «E non c’è stato nulla da fare – racconta Catocci –. Ho lasciato le pecore un’ora e quando sono tornato c’era la sorpresa. Ma che dico? Ormai non è più sorprendente l’uccisione di una pecora mangiata viva per metà, fra tormenti indicibili. Paghiamo pegno. Ma forse non si sa che io, ad esempio, in pochi mesi ne ho perse 30 di pecore. Tutte denunciate regolarmente e nemmeno rinnovate. Ormai mi mangeranno tutto il gregge e anche questa era gravida. Pochi giorni e avrebbe partorito. Le altre stordite e impaurite mi fanno una pena infinita».
Catocci è arrabbiato. «Nulla si muove per la soluzione del problema delle predazioni – dice –. Tutti i miei colleghi stanno zitti per paura di non so cosa, ma ogni giorno è una strage. Il mio vicino un paio di giorni fa ha perso due agnelli già grossi e altri allevatori, di recente, pecore e montoni. Se si continua così siamo alla frutta e nessuno starà più in campagna con le conseguenze che tutti sappiamo. Infestazione di vegetazione e di animali selvatici. Non so chi vuole questo o a chi giovi. A noi pastori non giova, ma nemmeno alla comunità giova. È sicuro».
Ma per Catocci non è finita qui. I selvatici gli hanno compromesso e parzialmente distrutto anche vigna e orto.
«Quest’anno – dice sconsolato – nemmeno vendemmierò, perché l’uva se la sono fatta fuori i cinghiali. E bastasse questo. In questo territorio ci sono daini e caprioli, spinose e tassi. Tutti deleteri per l’agricoltura, come si sa. Chissà se i signori che dovrebbero prendere provvedimenti sanno che questi animali prolificano e si moltiplicano? Sono anni e anni che promettono la soluzione dei problemi. E c’è da ridere elencando quelle che hanno trovato: la convivenza con i predatori, la tolleranza nell’accettare che i lupi abbiano fame e mangino le nostre pecore. Si tollerano cinghiali in strada, in città, nei paesi, sulla spiaggia, in pineta, e figuriamoci poi se li possono considerare come animali nocivi in campagna. Quando si renderanno conto che nessuno alleverà più e seminerà più e compreremo tutto all’estero dove sono molto più intelligenti di noi, sarà troppo tardi». —
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