Il Tirreno

Grosseto

Conto alla rovescia per le sorti di Skywork

Giovanna Mezzana
Conto alla rovescia per le sorti di Skywork

La procedura di fallimento all’esame dei giudici che decideranno in settimana. E ci sono delle speranze anche per Grosseto

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Non è matematicamente escluso che Skywork Airlines, la compagnia svizzera che a maggio ha battezzato il primo volo di linea dell’aeroporto di Grosseto, torni a volare. È vero che è sull’orlo del baratro ma è anche vero che è già accaduto che, costretta dall’Ufficio federale dell’aviazione civile a rimanere a terra per qualche giorno a causa della sua instabilità finanziaria, sia poi risalita ad alta quota: era l’ottobre 2017. I giochi restano dunque aperti, anche per la Maremma. Per avere una situazione più chiara non c’è molto da attendere: i giudici del Tribunale regionale di Berna decideranno la prossima settimana se sia da aprire o meno la procedura fallimentare. E non è escluso poi che – nella patria delle banche e qualora Skywork non venisse dichiarata ko – arrivi in corner qualche iniezione di liquidità per la piccola compagnia aerea che ha messo le ali alla tratta Berna-Grosseto.



A poche ore dall’annuncio che Skywork cessava l’attività – giunto ai vertici di Seam, la società che gestisce lo scalo civile di via Orcagna, nella notte tra mercoledì e giovedì – e mentre cominciava a soffiare la bufera politica, era stato Riccardo Breda, presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno e “azionista” di Seam (l’ente detiene il 5,4% delle quote), ad invitare ad un’attesa prudente: «La speranza è – sono le parole di Breda – che la situazione di Skywork possa essere ricomposta e la compagnia possa presto tornare in grado di operare»; e poi: «Io non sono pessimista al 100%». Tradotto, non tutto è già scritto. Aspettiamo dunque anche perché – come forse ai più è sfuggito – Skywork Airlines non è ancora fallita. E se nei prossimi giorni venisse dichiarata tale, potrebbe esserci sempre qualcuno pronto a prendere il suo posto: anche sopra i cieli di Grosseto, tant’è che Seam in questi mesi non è rimasta con le mani in mano e, come ha dichiarato il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, «era già al lavoro per sviluppare altre collaborazioni e attivare nuove rotte». E non c’è l’ansia per uno scossone al bilancio: gli svizzeri rappresentano l’8% dei volumi dei movimenti dello scalo maremmano.



Mercoledì 29 agosto il Consiglio di amministrazione di SkyWork Airlines ha depositato il bilancio al Tribunale regionale di Berna Mittelland. «I giudici stanno esaminando l’incarto per capire se la procedura fallimentare, per ora in sospeso, sia da aprire» scrive rsi.ch, il sito web della Rsi News, la radiotelevisione svizzera, e «la decisione definitiva è attesa nel corso della prossima settimana».



I giudici bernesi stabiliranno insomma se il debito di Skywork è fuori controllo oppure non lo è. La compagnia elvetica – oltre ad aver sedotto e abbandonato Lugano, dove avrebbe dovuto riattivare la linea Lugano-Ginevra – ha lasciato senza paracadute il Berna-Airport su cui garantiva il 60% dei voli. Che torni a volare o meno per Berna fa la differenza: ecco perché non è un’ipotesi stravagante che qualcuno – una banca, un cavaliere bianco, un mister x – si faccia avanti (qualora ce ne sia il margine) per salvarla. Se fosse decotta, invece, diventerà fondamentale per Berna trovare un vettore “sostituto” che potrebbe decidere anche di riattivare la neonata rotta aerea Berna-Grosseto. Chissà. –



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